Una sala parto d’emergenza, allestita nel reparto di Ortopedia (individuato come ‘via di fuga’), per compiere un piccolo miracolo. Perché quando una nuova vita bussa alla porta e vuole fare capolino al mondo, poco o nulla contano fiamme e nubi nere, che avvolgono l’ospedale e mobilitano centinaia di persone. Nel maxi incendio che ha avvolto il Miulli di Acquaviva, allertando mezza regione, c’è una buona notizia: due bambini – nonostante tutto – sono riusciti a nascere in condizioni di emergenza, grazie all’impresa di medici e ostetriche, e al coraggio delle due mamme.
A raccontare la storia a lieto fine è il primario facente funzione della Ginecologia, Cosimo Gentile. Il reparto è stato infatti evacuato a causa del fumo che lo ha inondato ed è ora in fase di sanificazione, per la riapertura si spera nelle prossime ore. “Siamo quindi stati ospitati momentaneamente in Ortopedia – racconta Gentile, ancora con l’affanno di chi ha vissuto un’esperienza umana e professionale incredibile – Ci siamo dovuti adattare alle condizioni di urgenza, perché non avevamo ovviamente con noi tutte le attrezzature e gli ausili di cui normalmente possiamo disporre”.
Tra fumo e fiamme, una mamma ha cominciato il suo travaglio naturale e, contemporaneamente, un’altra donna ha avuto necessità di un parto cesareo d’urgenza. “In ostetricia ci sono tanti eventi imprevedibili – spiega Gentile – Sono stati momenti così concitati, che faccio quasi fatica a ricordare il sesso dei nascituri, preoccupati come eravamo della loro salute e che tutto andasse bene”. Il lieto fine, per fortuna, è arrivato per il bimbo e la bimba nati nel pieno delle operazioni di spegnimento dell’incendio, grazie all’impegno senza esitazioni anche del medico Vito Carone, delle ostetriche (le mamme ricoderanno per sempre il volto di Federica), dell’anestesista Marcello D’Addabbo, del neonatologo Giuseppe Latorre. “Voglio ringraziare tutti e rassicurare le nostre pazienti ricoverate – conclude Gentile – In poche ore tutto dovrebbe tornare alla normalità”.






