Non solo granchio blu e pappagalli verdi, dalla Drosophila Suzukii che attacca le ciliegie alla ‘Tristeza’ degli agrumi è allarme in Puglia per l’invasione di vere e proprie specie aliene che causano danni nei campi come nei mari distruggendo coltivazioni e allevamenti. A lanciare il messaggio di sos è la Coldiretti Puglia.
Se il granchio blu proveniente delle coste Atlantiche dell’America sta cingendo d’assedio le coste sterminando vongole e cozze, pesci e molluschi (qui il nostro approfondimento sul granchio blu), a far danni nei campi è arrivato anche il pappagallo verde o parrocchetto monaco: una specie originaria del Sudamerica che fa strage di frutta e mandorle. I comuni del nord barese, con Terlizzi in prima fila, hanno scritto alla Regione Puglia chiedendo un incontro per cercare di arginare il problema, ma anche sul web il tema del pappagallo verde è diventato assai noto grazie all’agricoltore ‘influencer’ Michele Monopoli con un video diventato subito virale.
Purtroppo, però, per gli agricoltori i problemi non sono finiti. “Molti danni sta facendo anche la Drosophila Suzukii: il moscerino killer che colpisce le ciliegie e i frutti con colorazione dall’arancio al rosso – aggiunge Coldiretti Puglia -. In questo caso, tra l’altro, gli effetti si vedono solo in un secondo momento sui frutti raccolti. E ancora la ‘Tristeza’ degli agrumi, causata dal Citrus Tristeza Virus (CTV) proveniente dall’Asia Minore, per cui nostri agricoltori sono costretti ad esportare agrumi con foglia sui mercati comunitari solo se accompagnati da passaporto delle piante, poiché il virus si trasmette attraverso la parte vegetale e non attraverso i frutti”.
“Le castagne, invece, hanno pagato un conto salatissimo per colpa – precisa la Coldiretti – del cinipide galligeno del castagno, il Dryocosmus kuriphilus, proveniente dalla Cina che provoca nella pianta la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni contro il quale è stata avviata con successo una capillare guerra biologica attraverso lo sviluppo e accurata diffusione dell’insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale, anche se ci vorrà ancora tempo per ottenere un adeguato contenimento”. Senza dimenticare, ovviamente, “la Xylella, arrivata in Puglia portata da piante tropicali giunte dall’America latina, che fino a oggi ha contagiato oltre 21 milioni di piante”.
“Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – concludono da Coldiretti Puglia – che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di virus e insetti che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione”.





