Una donna di 42 anni, Vincenza Angrisano, è stata uccisa nel pomeriggio di oggi dal marito nella periferia di Andria. L’uomo si chiama Luigi Leonetti ed è il guardiano del rimessaggio dove si trova l’abitazione in cui la coppia viveva con i figli minorenni, due bimbi di 11 e 6 anni che avrebbero assistito al delitto.
L’assassino, infatti, subito dopo il fatto ha chiamato il 118 dicendo: “Ho ucciso mia moglie”. Gli operatori sanitari che hanno preso la telefonata, dall’altra parte della cornetta, hanno sentito le urla dei bambini. Immediata la segnalazione ai carabinieri, che adesso indagano sull’accaduto coordinati dalla Procura di Trani.
La vittima sarebbe stata accoltellata a morte al culmine di una lite. I medici che ne hanno costatato il decesso hanno refertato ferite da arma da taglio al torace all’addome. Il marito, una volta fermato, è stato portato in caserma dei carabinieri. Sul luogo del delitto, oltre ai militari che con i colleghi della sezione investigativa scientifica stanno svolgendo i rilievi, è arrivato il capo della Procura di Trani, Renato Nitti, e una psicologa del Centro del trauma della Asl per la gestione dei due bambini.
Intanto è stata trovata e sequestrata l’arma bianca con cui Luigi Leonetti avrebbe ucciso sua moglie. Saranno gli accertamenti disposti dalla Procura di Trani a confermare che si tratti di quella usata per il delitto.
“Il Consiglio Comunale che solo pochi giorni addietro ha letto e scandito i nomi delle allora 103 donne uccise per mano di uomini dal primo gennaio 2023, ha dovuto oggi brutalmente apprendere che la nuova, ennesima vittima di femminicidio in Italia è di Andria – commenta la sindaca di Andria, Giovanna Bruno – Sì, nella nostra Comunità si è consumato il terribile delitto: la quarantunenne travolta dalla furia omicida del marito è una nostra concittadina, ha calpestato le nostre strade, frequentato i nostri luoghi, ha dialogato con noi. I suoi figli sono i nostri bambini, seduti tra i banchi delle nostre scuole cittadine. Un femminicidio ad Andria… Anche ad Andria. Una balorda e folle violenza, una inaudita e irreversibile sopraffazione in nome di niente. Non certo dell’amore, del rispetto, no. Non c’è giustificazione alcuna, non ci potrebbe mai essere: solo forte condanna per questo abominevole orrore. Non cerchiamola, non cercatela. Solo condanna. A nome mio personale e di tutta la Città di Andria, sconvolta e incredula, ferita e attonita, esprimo profondo, immane dolore, stringendo al petto, al mio petto di mamma, quelle fragili, impotenti creature, da quest’oggi orfane della loro mamma”.
Una collega della vittima ha raccontato che la donna voleva cambiare casa: qui le sue parole.








