Per l’omicidio di Giovanni Colaianni, ammazzato a colpi di pistola in via Napoli lo scorso giugno, i Carabinieri hanno arrestato un 27enne, ritenuto complice del 24enne Nicola Amoruso, già fermato subito dopo l’agguato.
Giovanni Colaianni (43enne conosciuto alle forze dell’ordine) è stato ucciso con due colpi di arma da fuoco nel quartiere Libertà, in via Napoli, il 22 giugno 2023. Ora i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Bari per omicidio e porto illegale di pistola, a carico di un 27enne barese, anche lui già noto alle forze di polizia, ritenuto complice del 24enne Amoruso, sottoposto a fermo di indiziato di delitto nella stessa giornata dell’omicidio.
Amoruso a giugno aveva raggiunto la caserma dei carabinieri e confessato di avere sparato con una pistola calibro 38, affermando però di non avere avuto intenzione di uccidere Giovanni Colaianni. Il giovane aveva raccontato agli investigatori di avere puntato la pistola alle gambe della vittima, sparando solo a causa di un “movimento repentino” di Colaianni che è stato così raggiunto da un proiettile al ginocchio sinistro e dall’altro all’addome. Secondo quanto ricostruito nelle ore successive al delitto, il figlio della vittima avrebbe discusso con il presunto omicida del padre: poi il 24enne Amoroso, assieme ad altre tre persone, lo avrebbero minacciato di morte se non avesse saldato un debito di mille euro per una partita di hashish. Minacce che sarebbero arrivate via social – attraverso Tik Tok e Messanger – anche alla sua mamma. A inviargliele sarebbe stata la madre del 24enne, che invece lo accusava di aver rubato mille euro a suo figlio ancora minorenne. Intimidazioni che avrebbero intasato le chat del figlio del 43enne con frasi minacciose presumibilmente scritte dal 24enne, da sua madre e da un suo amico.
I militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro, anche tramite attività tecniche svolte sul cellulare della vittima e sulla scena del crimine, sono ora riusciti a collocare sul posto l’indagato il quale, insieme al complice, aveva appunto minacciato di morte la vittima attraverso un proprio account social. “L’identificazione dell’uomo è stata possibile sia grazie all’analisi approfondita delle immagini di videosorveglianza – spiegano i Carabinieri – che ponevano in risalto un suo caratteristico tatuaggio, sia per la corrispondenza che di una sua impronta digitale impressa sulla parte interna del portone condominiale dove risiedeva la vittima”. Il 27enne, rintracciato, è stato portato nel carcere di Bari.







