“Cari Emiliano e Decaro: Bari non è vostra, non è mafiosa. Giù le mani da Bari e dai baresi ve lo diciamo noi”. Seduti nei posti di solito occupati dalla Giunta comunale in aula Dalfino, i parlamentari di centrodestra pongono una serie di domande dirette ad Antonio Decaro nella conferenza stampa chiamata ‘Operazione Verità‘. Ripercorrono in poco meno di due ore quanto accaduto nelle ultime settimane, da quando l’operazione Codice Interno ha catapultato il capoluogo pugliese al centro delle cronache nazionali. Non ci stanno a passare per quelli che vogliono affossare la città: “non vorremmo neanche noi lo scioglimento del Comune – ripetono uno dopo l’altro – ma dopo 130 arresti non potevamo stare zitti”. Passo dopo passo, con l’ausilio di video e stralci dell’ordinanza commentano i punti essenziali davanti a circa 300 persone. Inevitabile il passaggio sulle dichiarazioni del presidente Michele Emiliano sul palco della grande manifestazione dello scorso sabato finite nell’occhio del ciclone.
E’ il vice-ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, in una vera e propria arringa da tribunale, a passare al setaccio ogni frame del video. Si sofferma più e più volte su parole, mimica facciale e gestualità di Antonio Decaro durante le dichiarazioni del presidente, prima di mostrare un altro video – risalente al 2022 – in cui al racconto del medesimo episodio non è seguita alcuna smentita. “Vogliamo sapere la verità”, ripetono insieme. “I re sono nudi”, dirà invece Sisto prima di concentrarsi sull’altro grande capitolo della questione, quella che riguarda la municipalizzata dei trasporti.
Il senatore Filippo Melchiorre, ripercorre tutte le richieste di chiarimento sull’Amtab fatte in consiglio comunale e rimaste lettera morta, mostra anche il video in cui il consigliere Giannuzzi – all’indomani degli arresti – chiede numi sull’azienda mentre i colleghi di maggioranza lo lasciano da solo in aula Dalfino. Ciò che comincia Melchiorre lo termina Davide Bellomo che legge ad alta voce alcune intercettazioni. Parlano insomma di una realtà modificata dalla narrazione del centrosinistra, raccontano di un popolo – quello barese – preso in giro e non da ultimo di un centrodestra che ha dovuto chidere più sicurezza per una città altrimenti allo sbando.
Sono 11 le domande che i parlamentari di centrodestra vogliono rivolgere al sindaco di Bari, Antonio Decaro, per chiarire la posizione del Comune rispetto alla malavita organizzata. I quesiti sono stati resi noti nel corso della conferenza stampa. I parlamentari vogliono sapere perché il sindaco non si sia reso conto “di ciò che accadeva nella municipalizzata Amtab”, finita sotto commissariamento, e perché non abbia mai voluto discutere in Aula della situazione dell’azienda. Chiedono anche perché Decaro “lo scorso 27 febbraio, un giorno dopo gli arresti, abbia consentito a molti consiglieri della sua maggioranza di uscire dall’Aula” e perché non abbia reso noto agli stessi “consiglieri e alla città la narrazione del presidente dimissionario di Amtab, Persichella”. Le domande successive sono sul perché il sindaco non racconti “il motivo delle dimissioni continue del management di Amtab negli ultimi otto mesi” e perché non accolga “l’invito del centrodestra a convocare una seduta monotematica del consiglio comunale per discutere dei 130 arresti”. I parlamentari vorrebbero inoltre sapere perché Decaro, “negli ultimi otto anni come presidente dell’Anci, non abbia mai fatto obiezioni sui 137 accessi disposti dal Viminale, qualificando come atto di guerra quello di Bari” e perché continui a “sfuggire ai confronti”. Vorrebbero sapere perché il sindaco rinneghi “ogni rapporto di conoscenza con Maria Carmen Lorusso” e con “Giacomo Olivieri, con il quale ha condiviso le primarie del 2014”. L’undicesima domanda riguarda la foto pubblicata oggi da alcuni quotidiani, che ritrae il sindaco con due donne che sarebbero la sorella e la nipote del boss Capriati. I parlamentari chiedono a Decaro se sia vera.







