“Com’è potuto accadere un incidente del genere?”. Non riescono a capacitarsi della tragedia e chiedono con forza che sia fatta piena luce sui fatti i familiari di Pasquale Dimaggio: operaio agricolo triggianese di appena 56 anni (ne avrebbe compiuti 57 il prossimo 7 aprile) rimasto vittima all’alba di Pasqua di un tanto inspiegabile quanto terribile incidente sulla strada provinciale 240, nel territorio di Rutigliano. A ricostruire l’accaduto è lo Studio3A-Valore SpA, società specializzata nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui la famiglia dell’uomo si è rivolta per ottenere giustizia.
“Il 56enne, dipendente di un’azienda agricola locale, alle 5.40 del mattino, nonostante la giornata festiva – spiegano dallo Studio3A -, si stava recando al lavoro in un terreno del luogo e stava tranquillamente percorrendo alla guida del suo trattore la Provinciale 240, praticamente deserta a quell’ora della giornata festiva per eccellenza, quando, all’altezza del chilometro 9+900, nel territorio comunale di Rutigliano, è stato inopinatamente tamponato con inaudita violenza dalla vettura condotta da un 71enne, che doveva viaggiare a velocità particolarmente elevata considerato il colpo inferto. Un botto inaudito in seguito al quale il mezzo agricolo è stato sospinto contro il muretto a secco che costeggia la strada e purtroppo il suo conducente ha avuto la sventura di rimanere schiacciato tra lo stesso muretto e il trattore: è deceduto praticamente sul colpo e a nulla sono serviti i soccorsi, i sanitari del 118 accorsi in ambulanza hanno solo potuto constatarne la morte, mentre l’automobilista se l’è cavata con ferite non gravi”.
“Un dramma che ha gettato nella disperazione, e proprio nel giorno di Pasqua, i familiari della vittima – proseguono dallo Studio3A -, che ha lasciato in un dolore immenso un figlio e tre amatissimi nipoti, nove tra fratelli e sorelle e l’attuale compagna, che già il lunedì di Pasquetta hanno potuto dargli l’estremo saluto nella chiesa di Triggiano. Il Pubblico Ministero della Procura di Bari, Luisiana Di Vittorio, che ha automaticamente aperto un procedimento penale per il reato di omicidio stradale a carico dell’automobilista che ha tamponato il mezzo agricolo, non ha infatti ritenuto necessario disporre l’autopsia sulla salma di Dimaggio, sulla quale è stata effettuata solo una ricognizione esterna, essendo evidente che il decesso è stato dovuto unicamente ai gravissimi politraumi riportati in seguito all’incidente, e già nella stessa giornata di Pasqua ha restituito il corpo per la sepoltura nella disponibilità dei parenti, che così hanno potuto fissare subito la data dei funerali, partecipati nonostante il giorno festivo”.
“Dimaggio era una persona tutta dedita alla sua famiglia e, soprattutto, al lavoro. Si era svegliato presto e stava andando a lavorare nei campi anche il giorno di Pasqua, non restava mai: anche per questo suo impegno e grande senso di responsabilità era conosciuto e ben voluto da tutti in città, dove la sua tragica e prematura scomparsa ha destato profonda commozione – concludono da Studio3A -. Adesso i suoi familiari chiedono verità e giustizia e per questo si sono affidati a noi, unitamente all’avvocato Fabio Ferrara del foro di Bari. Abbiamo già incaricato l’ingegnere forense Pietro Pallotti per ricostruire nel dettaglio la dinamica, le cause e le responsabilità del sinistro e per partecipare alle operazioni peritali nel caso in cui il Sostituto Procuratore intenda disporre una consulenza tecnica cinematica ad hoc. Fermo restando che sarà avanzata formale richiesta alla Procura di procedere con una perizia informatica sul cellulare dell’indagato per verificare se l’inspiegabile tamponamento possa essere stato causato da una distrazione da smartphone”.







