E’ stata fissata per lunedì prossimo l’udienza davanti al Tribunale del Riesame chiamato a decidere sulla richiesta di scarcerazione di Sandrino Cataldo, marito dell’ex assessore Anita Maurodinoia, finito agli arresti domiciliari con l’accusa associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Nello stesso giorno saranno discussi i ricorsi presentati dalle difese dell’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli e di Armando Defrancesco, considerato un tempo braccio destro di Cataldo.
Nell’ordinanza con la quale il Gip rigetta la richiesta di scarcerazione di Cataldo, si legge che allo stato si ritiene attuale il pericolo di reiterazione del reato, ritenendo che lo stesso sia ancora oggi un soggetto politicamente attivo. “Il mio modus di intendere la politica e di far politica è sempre lo stesso – ha dichiarato Cataldo – quindi a iniziare dalle competizioni, all’europea a finire a quella dell’ultimo dei comuni della provincia di Bari”. E ancora: “Ho deciso di non candidarmi perché la politica si può fare anche fuori dal palazzo”. “Cataldo – scrive il gip – è circondato da un nutrito e significativo numero di individui che gli si rapportano sistematicamente e che rivestono anche posizioni apicali significative”.
I pm scrivono che nel corso degli interrogatori di garanzia gli altri indagati “hanno tutti confermato che la sede della società ASCOGI di Triggiano – nella totale disponibilità del Cataldo – fosse diventata la sede del comitato elettorale delle elezioni del 2021 e che l’indagato all’interno della stessa rivestisse il ruolo di amministratore di fatto e di vero e proprio capo, dando ordini e disposizioni ai giovani dipendenti Ascogi per eseguire tutti gli adempimenti necessari alla campagna elettorale, ivi compreso il disfarsi con urgenza di tutto il materiale cartaceo utilizzato per realizzare le condotte illecite”. Il riferimento è alle attività di “catalogazione e di redazione delle copie dei fac simile delle schede elettorali”. Gli inquirenti sottolineano come Cataldo non sia credibile quando fa riferimento alla sporadicità dei suoi rapporti con Defrancesco, che invece secondo altri indagati sarebbero quotidiani e ininterrotti, per tutto il periodo delle indagini e anche oltre.






