‘Albatros’ spicca il volo dalla Puglia arrivando in tutta Europa. Quello che è un progetto tutto pugliese, di grande innovazione metodologica dedicata alla formazione subacquea per non vedenti, continua ad essere una punta di diamante nel settore vincendo un progetto Erasmus che, ad ottobre, formerà ben 8 istruttori provenienti da diverse zone d’Europa consentendo loro di portare la subacquea per non vedenti nei propri Paesi: da Malta alla Grecia, dalla Turchia alla Spagna.
Perché proprio un progetto dedicato allo scuba diving per persone cieche? Lo chiediamo ad Angela Costantino, presidente dell’associazione ‘Albatros’ e moglie dello scomparso Paolo Pinto, nuotatore e avvocato barese. “Gli ultimi anni della sua vita, Paolo aveva perso la vista, ma quando era in acqua mi diceva continuamente ‘entro in mare e vedo’. È impazzito, pensavo – racconta Angela –. Poi, un giorno ho conosciuto un istruttore subacqueo che sarebbe diventato il nostro trainer di riferimento, Manrico Volpi. Lui mi fece vedere un documentario marino fatto da ragazzi ciechi e sentii subito la voce di Paolo”.
Da lì, quindi, parte il viaggio verso la creazione di una didattica subacquea specializzata per non vedenti. “Volevo far sì che queste persone potessero fruire liberamente e in modo autonomo dell’attività subacquea – dichiara Manrico Volpi, trainer affermato e creatore di tale metodo, insignito del Tridente d’Oro nel 2022 – non ho fatto altro che chiedere ai non vedenti, ai primi 4 ragazzi che abbiamo formato, cosa volevano e cosa potevo fare io per le loro necessità”. Ne è venuta fuori una didattica specializzata in continuo aggiornamento, alla perenne ricerca di materiali e supporti didattici specifici, come per esempio un riconoscitore subacqueo dove è possibile leggere in braille la specie marina incontrata e riconoscerla.
Il corso di formazione per guide ‘Albatros’ dura circa 5 giorni e porta le future guide ad approcciarsi sin da subito con ragazzi ciechi, sub già brevettati. Luca Bellino è uno degli ultimi istruttori formati: “È un’esperienza stimolante a 360 gradi, che ti fa rimettere in discussione i tuoi limiti, le tue paure e le tue capacità – ci spiega – è un completo reinventarsi: devi dimenticare tutto quello che sai e pensare a come guidare o spiegare un esercizio ad un non vedente”.
Più di 180 sono gli istruttori brevettati ‘Albatros’ sul territorio nazionale, creando una rete di servizio che copre l’intero Stivale, permettendo a qualunque non vedente voglia effettuare un’immersione nelle zone d’Italia di avere sempre una guida sott’acqua. E a breve saranno presenti anche nel resto d’Europa. “È molto bello scendere condividere questa esperienza con qualcuno che è tuo compagno nella stessa immersione – afferma Elisabetta Franco, una delle prime 4 persone non vedenti ad aver testato il metodo ‘Albatros’ – Ogni volta è diversa dall’altra, un po’ come quando vai a fare un viaggio con un amico: dipende da dove vai, da cosa incontri e dalla sensibilità individuale di chi è con te, che ti guida nella scoperta delle specie presenti in quello specchio d’acqua in quel momento”.
Talvolta, però, capita che i ruoli si invertano: “Durante una delle immersioni di formazione – continua il neo-istruttore brevettato ‘Albatros’, Luca Bellino –. Elisabetta mi ha preso la mano e mi ha fatto toccare una cosa che io non avevo visto e che mi ha sorpreso tantissimo, poi fuori mi ha detto cos’era. Questi ragazzi ti trasmettono tanto e continuamente: vederli sott’acqua toccare un’alga o un corallo è davvero emozionante per noi che siamo lì a guidarli”. Una nuova consapevolezza della subacquea e della vita: è questa la sensazione che accomuna tutti gli istruttori da noi intervistati. “Siamo effettivamente noi a non vedere e dovremmo davvero imparare a vedere il mondo da altre prospettive che non è la nostra”, dice Luca.
Concludiamo con una riflessione, quindi, la più potente che ci dà Elisabetta: “I limiti? Non si tratta di una gara a sfidare i propri limiti, ma della voglia di fare qualcosa. Non si sfida niente. Si cerca di superare a volte la paura dei propri limiti, quando ti trovi in una condizione psicofisica ‘così’ piuttosto che ‘colà’. Ma tutto con il dovuto rispetto di quella che è una forza superiore come il mare”.






