Ambienti promiscui, niente scontrino, nessuna lista degli allergeni. La Polizia Annonaria di Bari ha chiesto alla Rai di potere acquisire il video (senza pixel) del servizio ‘Ristoranti da incubo’, andato in onda nella puntata del 9 novembre della trasmissione ‘Mi manda Rai Tre‘. Nel racconto realizzato dalla troupe Rai, vengono mostrati (con telecamera nascosta) alcuni ristoranti in casa italiani, da Bari a Napoli, definiti ‘abusivi’. “C’è chi non si preoccupa neanche delle apparenze, chi il ristorante lo fa nel salotto di casa, prepara i piatti nella propria cucina, senza pagare le tasse e senza alcuna tutela per la salute di chi ci mangia – è la presentazione del servizio, disponibile integralmente a questo link – State per vedere un viaggio nei ristoranti abusivi d’Italia. Ognuno coi suoi trucchi, tutti in condizioni igieniche inaccettabili. Eppure qualcuno ci mangia”.
La video denuncia parte proprio dal ‘vicolo delle orecchiette’, finito da giorni al centro di polemiche e inchieste, e ora catapultato anche sulle tv nazionali, mentre il Comune cerca una mediazione per salvaguardare un simbolo della tradizione locale amatissimo dai turisti, nel rispetto però della legalità. La giornalista di ‘Mi manda Rai Tre’ si avventura in quello che vorrebbe essere un ‘ristorante in casa’ in zona Arco Basso, mostrando una serie di anomalie su location, servizi igienici, assenza di fattura (nonostante la richiesta), e intervistando anche un tecnologo alimentare. Proprio su queste presunte irregolarità gli agenti della Polizia Annonaria vogliono vederci chiaro e hanno chiesto alla Rai le immagini originali del girato del servizio, per avviare le verifiche. Intanto a Bari vecchia sono arrivate anche ‘Le Iene’, paparazzate tra i vicoli del centro storico.
IL CHIARIMENTO DI HOME RESTAURANT
In merito al servizio si registra la replica della Home Restaurant Hotel srl, che cita il bollettino dell’Antitrust del 2017 che “sancisce come gli Home Restaurant non siano assimilabili alle regole della ristorazione tradizionale. L’Antitrust ha infatti chiarito che le attività di Home Restaurant si collocano in un contesto diverso, specificando che queste strutture non debbano sottostare alle normative previste per i ristoranti tradizionali”. Inoltre, sull’accostamento tra la questione degli Home Restaurant e delle “Massaie di Bari Vecchia”, Home Restaurant srl ricorda che “la produzione domestica di alimenti a Bari Vecchia è identificabile sotto il regime delle Iad (Imprese alimentari domestiche) e dispone di un proprio codice Ateco”. “Tale accostamento – si sottolinea – rischia di creare confusione e di mettere in discussione la legittimità di un settore che, al contrario, opera all’interno di norme chiare e specifiche”.







