Una condanna a 8 anni di reclusione è stata chiesta oggi dal pm antimafia del tribunale di Bari, Marco D’Agostino per il 58enne Tommaso Parisi, soprannominato “il cinese”, cugino del capoclan del quartiere Japigia Savinuccio, e il 37enne Paolo Bruni, accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso, per aver vessato per cinque anni il titolare di una azienda di vendita all’ingrosso di prodotti ittici a San Giorgio. I fatti contestati risalgono al periodo 2014-2019, fino a quando cioè la vittima ha deciso di ribellarsi al clan e denunciare.
Anche nella scorsa udienza, dinanzi ai giudici del tribunale di Bari, ha raccontato di tutte le volte che parenti e amici dei due imputati si facevano consegnare pesce per centinaia di euro alla volta, cosa che avveniva soprattutto in occasione delle festività. La decisione di farsi aiutare dagli inquirenti era arrivata dopo una rapina in casa dei suoi genitori, ha spiegato ancora, e dopo essersi confrontato con l’allora sindaco di Bari, Antonio Decaro, suo amico d’infanzia, che gli aveva consigliato di affidarsi alle forze dell’ordine. Decaro, poi, gli era stato accanto anche durante l’udienza in cui ha testimoniato, assieme al referente dell’associazione antiracket di Molfetta Renato De Scisciolo, per fargli sentire il loro sostegno pur non essendosi costituiti parti civili. Sulle richieste di condanna della Procura, il tribunale deciderà nella prossima udienza del 5 novembre.








