Sfuma il sogno di Gravina in Puglia. La Capitale italiana della Cultura 2028 sarà Ancona. L’unica rappresentante della regione che ambiva al titolo nazionale ferma la sua corsa al fotofinish: la finale fra le dieci finaliste si è svolta al ministero della Cultura, nella sala Spadolini, e proprio il ministro Alessandro Giuli ha letto la motivazione che ha portato alla scelta del capoluogo delle Marche. Niente Gravina, quindi, che ci ha creduto fino all’ultimo: il dossier, dal titolo “Radici nel futuro”, ha avuto meno presa sulla commissione giudicatrice. Ad assistere alla proclamazione della città vincitrice del titolo per il 2028, a Roma, erano presenti il sindaco di Gravina in Puglia, Fedele Lagreca, insieme con il vicesindaco Filippo Ferrante. Nonostante il riconoscimento non sia arrivato, però, a Gravina potrebbe comunque spettare il titolo di Capitale pugliese della cultura con un contributo della Regione pari a 300mila euro, come già accaduto in passato per altre città arrivate in finale. Gravina un po’ ci sperava, forte della sua storia, dei suoi paesaggi e dell’architettura, e infatti la cerimonia di assegnazione del titolo è stata seguita in diretta anche nella sede di Macnil, azienda leader del settore automotive e fra i sostenitori del progetto.
Tanta la delusione, ma Gravina non si ferma: “Questa candidatura ha rappresentato l’avvio di un percorso di trasformazione culturale e sociale che ha innescato energie, idee e progettualità che continueranno a vivere nel territorio”, fanno sapere dal Comune, che fa le congratulazioni ad Ancona a nome di tutta la comunità. “Siamo ampiamente soddisfatti di essere arrivati fin qui: oggi è comunque una giornata storica per Gravina – dichiara il sindaco Fedele Lagreca – L’essere giunta fra le dieci finaliste, competendo ai primi posti, la rende di diritto Capitale regionale della Cultura 2028. Un traguardo che ci vede già impegnati nella costruzione di un programma culturale all’altezza del ruolo di città cerniera fra territori: non solo al centro delle Murge, ma anche punto di raccordo fra Puglia, Basilicata e Calabria. Questa candidatura è stata un’occasione storica, per la quale sono grato al consigliere delegato Ignazio Lovero che ci ha creduto caparbiamente, e al lavoro straordinario fatto dai professionisti di PanSpeech, dal comitato promotore e scientifico e dagli ambasciatori. Gravina 2028 è un punto di non ritorno: non saremo più periferia, ma centro, facendo del nostro orgoglio il motore del riscatto di un pezzo importante dell’Italia”. “Gravina e la sua comunità sono comunque vincitrici – ha commentato l’assessore regionale alla Cultura, Silvia Miglietta – Le progettualità elaborate nel dossier di candidatura restano un patrimonio comune che indica una visione di futuro per la città e il territorio”.







