Bari, Giuseppe intreccia a mano le reti da pesca: “Una tradizione perduta. Voglio insegnarla ai giovani” – VIDEO

Centinaia di fili di lino intrecciati con pettine e coltello, amorevolmente serrati dalle dita grandi di chi ha passato l’adolescenza a scrutare nonna Lucrezia. Giuseppe Amoruso, 49 anni, coltiva l’arte delle reti da pesca dinanzi al suo sottano a Bari Vecchia, in strada Santo Spirito, fin da quando era solo un ragazzino. È uno dei pochi rimasti in città a costruire da zero, a mano, ogni singola rete da pesca, solamente per passione.

Giuseppe nella vita fa il vigilante e ha lasciato da qualche tempo il mondo del mare, ma coltiva gli insegnamenti di sua nonna e suo padre, che a 14 anni lo hanno abituato a intessere con dedizione la rezza. Un mestiere antico, simbolo della baresità, praticato dall’artigiano nei suoi ritagli di quotidianità, nella speranza che quelle fitte reti poi regalino un ricco pescato a chi le userà, in particolare suo cugino. Il 49enne sogna di riuscire a tramandare questa tecnica marinara ai suoi nipoti e ai bambini dell’oggi e del domani, troppo presi, a suo dire, dalle alienazioni del digitale.

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