Boom del trekking in Puglia, tra costa e canyon: “Così battiamo lo stress e scopriamo la nostra terra”

Scarpe comode, zaino leggero e la promessa di raggiungere una caletta nascosta o un panorama mozzafiato. È questa la formula che sta trasformando il trekking in uno dei trend più amati degli ultimi anni, soprattutto in Puglia, dove i sentieri costieri regalano esperienze sempre più ricercate da residenti e turisti.
Da Baia delle Zagare, tra Mattinata e Vieste, al tratto costiero tra Otranto e Torre dell’Orso, passando per Torre Guaceto e le calette di Santa Maria di Leuca, sempre più persone scelgono di scoprire il territorio a passo lento.

Ma perché sempre più persone scelgono di camminare? Secondo Massimo “Max” Moscato, biologo ambientale e guida escursionistica certificata di Puglia Avventura, il successo del trekking nasce da diversi fattori. “Dopo periodi caratterizzati da ritmi di vita molto frenetici e da un uso sempre più intenso della tecnologia, molte persone sentono il bisogno di rallentare e di riconnettersi con la natura. Il trekking rappresenta una risposta concreta a questa esigenza”.

A spingere questo fenomeno è anche il desiderio di vivere i luoghi in maniera autentica: camminare lungo sentieri, coste e percorsi immersi nel verde permette infatti di fare attività fisica in modo accessibile, ma anche di ottenere importanti benefici per il benessere mentale. “Oggi i viaggiatori non cercano soltanto una destinazione da visitare, ma vogliono vivere il territorio in maniera autentica”, spiega Moscato. Il trekking consente di scoprire paesaggi, biodiversità, tradizioni e piccoli centri spesso esclusi dai circuiti turistici più tradizionali.

I benefici sono numerosi anche per chi si avvicina a questa attività per la prima volta. “Il trekking migliora la forma fisica, riduce lo stress, favorisce il benessere mentale e permette di trascorrere più tempo all’aria aperta. Inoltre aiuta a riscoprire il contatto con la natura, a socializzare e a conoscere il territorio in modo più autentico”.

A chi teme di non essere abbastanza allenato, Moscato lancia un messaggio rassicurante: “Il trekking non è una gara. L’importante è scegliere un percorso adatto alle proprie capacità, procedere con calma e godersi l’esperienza”. Un po’ di timore iniziale è normale, ma con una buona preparazione e, quando possibile, affidandosi a guide esperte, tutto diventa più semplice e sicuro. “Bisogna ascoltare il proprio corpo e vivere la camminata come un momento di scoperta e benessere, non come una sfida”.

Per chi, dopo le prime esperienze lungo la costa, vuole spingersi oltre, Moscato suggerisce una delle aree più sorprendenti della regione: le Terre delle Gravine. Qui il paesaggio cambia completamente e regala scenari che ricordano i grandi canyon. Pareti rocciose imponenti, gole profonde, natura selvaggia e antiche chiese rupestri accompagnano il cammino in un ambiente autentico e spesso inaspettato. “Camminando sul bordo delle gravine si percepisce la maestosità del paesaggio, mentre scendendo sul fondo si ha quasi l’impressione di fare un viaggio nel tempo, tra storia, geologia e tradizioni millenarie”, racconta l’esperto. Non a caso le Terre delle Gravine vengono spesso definite i ‘canyon del Sud Italia’: luoghi capaci di trasmettere meraviglia, senso di libertà e un profondo contatto con la natura, lasciando un ricordo difficile da dimenticare.

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