Bari, sarà intitolato alla fotografa Chiara Samugheo uno spazio pubblico: “Esempio di emancipazione” – FOTO

Bari ritrova finalmente la memoria, e dedica uno spazio pubblico a Chiara Samugheo. Il consiglio comunale del 17 settembre ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Micaela Paparella, che impegna il sindaco e la giunta comunale ad avviare le procedure necessarie per intitolare uno spazio pubblico alla celebre fotografa. Chiara Samugheo è un orgoglio, per la città: al secolo Chiara Paparella, è stata una delle protagoniste della fotografia italiana del Novecento, prima donna in Italia a diventare fotografa professionista. Solitamente il suo nome è associato al mondo del cinema, dato che nella sua carriera ha avuto modo di fermare su pellicola i volti delle grandi dive, da Liz Taylor a Jane Fonda, comprese le italiane Monica Vitti, Sophia Loren, Gina Lollobrigida e Claudia Cardinale, oltre a Mina e Raffaella Carrà.

Nata a Bari il 25 marzo 1925 – anche se si “scontava” dieci anni, dichiarando il 1935 – Chiara Paparella andò via presto, per sfuggire alla famiglia e ai tempi che non vedevano di buon occhio le ragazze sveglie e desiderose di emanciparsi. Arrivò a Milano, cominciò a scrivere di cronaca nera e a frequentare gli intellettuali del tempo – da Pier Paolo Pasolini a Giorgio Strehler – per avviare all’incontro che le cambiò il nome e la vita: quello con il giornalista Pasquale Prunas, che le suggerì di scegliere un cognome diverso, prendendo in prestito la toponomastica sarda. Chiara Paparella divenne Chiara Samugheo, e prima di diventare “fotografa delle dive” si fece conoscere per molto altro: raccontò per immagini la famiglia Mussolini e le baraccopoli napoletane, e con buona probabilità fu la prima a fotografare il fenomeno delle “tarantate” in Salento, raggiungendo Galatina ben prima di Ernesto De Martino.

“La sua opera, oggi oggetto di studio e conservazione presso importanti istituzioni culturali, rappresenta un patrimonio artistico e culturale di rilievo nazionale e una testimonianza della straordinaria capacità della fotografia di raccontare il proprio tempo – dice ora il Comune – L’ordine del giorno approvato, nel ricordare l’importanza di Chiara Samugheo quale esempio di emancipazione femminile, talento artistico e libertà espressiva, intende valorizzarne il profondo legame con la città di Bari, dove nacque e dove si spense”. E in effetti è andata così: dopo aver conquistato il mondo, Chiara Samugheo decise di tornare nella sua città d’origine, dove è morta il 13 gennaio 2022 in una residenza per anziani in provincia. “L’intitolazione di uno spazio della città – si legge nell’atto approvato dal consiglio comunale – rappresenterebbe un riconoscimento pubblico del valore della fotografa e un’occasione per promuovere la conoscenza delle figure femminili che hanno dato prestigio alla città in ambito nazionale e internazionale”.

“L’approvazione all’unanimità di questo ordine del giorno – commenta la consigliera Micaela Paparella, che per prima si è battuta per riannodare il legame fra Bari e la fotografa – rappresenta un riconoscimento importante per una donna che, attraverso il suo talento, ha saputo raccontare, con uno sguardo originale e profondamente umano, il cinema, la cultura e la società del Novecento. Chiara Samugheo è stata una pioniera: prima fotografa professionista italiana, protagonista indiscussa della fotografia internazionale e donna capace di affermare la propria libertà espressiva in un mondo, quello della fotografia e del cinema, a lungo dominato dagli uomini. Intitolarle uno spazio pubblico della nostra città significa custodire la memoria di una grande artista barese e offrire alle nuove generazioni un esempio di creatività, emancipazione e coraggio. Ringrazio le consigliere e i consiglieri comunali per aver condiviso all’unanimità questa proposta, che mi auguro possa tradursi presto in un luogo della città capace di tramandare il valore della sua straordinaria eredità artistica e culturale”.

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