Due cortei, un unico obiettivo: dire basta al carovita e al riarmo. In migliaia sono scesi in piazza anche a Bari per aderire allo sciopero generale nazionale proclamato dall’unione sindacale di base. Ad aprire la manifestazione, le organizzazioni studentesche – tra cui Udu, Uds e Zona Franka – con un iniziale presidio in piazza Umberto.
Al grido di “se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città” oltre 300 ragazzi, tra megafoni, cartelloni e ombrelli, hanno percorso via Melo, per ricongiungersi con altre centinaia di persone in corso Vittorio Emanuele e sfilare insieme per le strade del centro cittadino.
Presenti nella piazza antistante la Prefettura, i rappresentanti del sindacato USB, insieme ad altre sigle autonome (come SIAL Cobas, CLAP, ADL Cobas). Tra loro anche gli studenti delle associazioni Cambiare Rotta e Osa, ma anche lavoratori stanchi di non riuscire ad arrivare alla fine del mese. “I nostri stipendi non ci bastano più”, è la denuncia di molti.
“Non manifestiamo solo contro il carovita e l’economia di guerra, stiamo riaffermando anche il diritto di sciopero e dobbiamo ringraziare ancora una volta il ministro Salvini che qualche giorno fa ha deciso di precettare il comparto trasporti. Nonostante questo, Usb è andata avanti e ci sono lavoratori del comparto trasporti in tutta Italia che oggi stanno scioperando incorrendo in sanzioni da 500 e mille euro e in provvedimenti disciplinare”. Le parole di Francesco Laterza, di Usb Puglia.





