“È in corso una nuova campagna di phishing attraverso false email realizzate indicando nel testo il nome della dottoressa Nunzia Ciardi, dirigente superiore della Polizia di Stato, ed ex direttore della Polizia Postale”. A comunicarlo, attraverso il proprio sito internet, è proprio la Polizia Postale e tante sono le segnalazioni, rispetto a questo tipo di mail, che arrivano dal territorio della provincia di Bari.
“Questi falsi messaggi utilizzano anche loghi della Polizia e prospettano alla vittima una inesistente indagine penale nei suoi confronti – spiegano dalla Postale -. Il tutto allo scopo di causare agitazione nel destinatario, inducendolo a ricontattare i truffatori ed esponendosi in tal modo a successive richieste di pagamenti in denaro e alla comunicazione di propri dati personali”.
Un nuovo tentativo di truffa che segue i ‘grandi classici’ di genere di cui Telebari si è occupata in passato: dall’sms della carta bloccata (leggi i dettagli qui) a quello finto che arriva dal canale ufficiale della banca (più info qui). Imbrogli ben strutturati che a Bari hanno fatto diverse vittime. A una ragazza i truffatori di turno sono riusciti a rubare ben 22mila euro (qui la sua storia). Anche la pandemia ha portato ricercati tentativi di raggiro, come quello del Green pass clonato (con finto sms dal Ministero della Salute).
Nell’oggetto della mail truffa che sta circolando nel Barese nelle ultime settimane è scritto: “Avviso – [P.S. Online]”. Breve il testo che precede l’allegato: “Buongiorno – è scritto -, dovete dare seguito a questa e-mail e darci una spiegazione esplicita a vostra difesa”. Nel file pdf, poi, l’oggetto recita: “Convocazione giudiziaria”. E le accuse, relative a un falso procedimento avviato nei confronti di chi legge, sono molto gravi: cyberpornografia, pedopornografia, pedofilia, esibizionismo e traffico sessuale.
“Attenzione – dicono a gran voce dalla Polizia Postale – diffidate di simili messaggi. Nessuna forza di Polizia – specificano e concludono gli agenti del web – contatterebbe mai direttamente i cittadini, attraverso email o messaggi, per richiedere loro pagamenti in denaro o comunicazioni di dati personali, dietro la minaccia di procedimenti o sanzioni penali”.










