I carabinieri del Ros, al termine di indagini coordinate dalla Procura di Napoli, hanno notificato 57 misure cautelari (36 arresti in carcere, 16 arresti ai domiciliari e 5 divieti temporanei di esercitare attività d’impresa) nei confronti di altrettanti indagati ai quali gli inquirenti contestano, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, ricettazione e favoreggiamento. Tutti reati aggravati, stando alle accuse, dalla finalità di agevolare il clan camorristico Moccia. Tra gli arrestati c’è anche il barese Pasquale Finocchio, ex vicepresidente del Consiglio comunale di Bari.
Finocchio è agli arresti domiciliari con l’accusa di traffico di influenze illecite. La vicenda che gli viene contestata dalla DDA di Napoli risale al 2017, quando Finocchio era vicepresidente del Consiglio comunale di Bari, eletto con il centrodestra. A quanto si apprende, la contestazione riguarda un presunto ruolo da mediatore tra imprenditori, che Finocchio avrebbe avuto approfittando del suo ruolo politico-istituzionale. L’indagato, assistito dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto, “si professa assolutamente estraneo alle accuse – fa sapere il legale contattato dall’ANSA – e chiarirà con la massima serenità ogni aspetto della vicenda al più presto nel corso dell’interrogatorio”.
Ai domiciliari anche un altro politico pugliese. Si tratta di Andrea Guido, consigliere comunale di Lecce. Secondo quanto si è appreso nel capoluogo salentino, Guido (attualmente consigliere comunale dell’opposizione di centrodestra) è stato arrestato per corruzione, anche in questo caso per fatti risalenti al 2017 quando ricopriva il ruolo di assessore all’ambiente della Giunta comunale guidata dall’allora sindaco Paolo Perrone. Guido, per questa vicenda, è stato sospeso da Fratelli d’Italia. Lo hanno reso noto, in un comunicato congiunto, Saverio Congedo e Antonio Mazzotta, il primo coordinatore provinciale e l’altro coordinatore comunale del partito.








