È stato boom di presenze in Puglia, ma soprattutto nel Barese e nella provincia di Barletta-Andria-Trani nel ponte tra il 23 ed il 25 aprile scorso. Tanti i visitatori anche in castelli, parchi archeologici e musei, tra le mete più gettonate in primavera. Castel del Monte, nel territorio di Andria, si conferma il luogo del cuore di molti settentrionali e stranieri, attratti dalla sua storia e dalla sua architettura. Oltre 3mila le presenze in tre giorni, dopo che a Pasqua erano stati circa 5mila gli ingressi nel castello ottagonale unico al mondo, che il 16 maggio ospiterà la presentazione della nuova collezione di Gucci.
Bene anche il Castello Svevo di Bari, che nella sola giornata del 25 aprile ha fatto registrare un migliaio di ingressi, dimostrazione lampante del crescente interesse dei turisti di ogni parte del mondo per un altro importante sito della nostra terra.

“Vedere migliaia di persone che tra le numerose opzioni possibili scelgono la cultura in questi giorni di festa è una splendida notizia – ha commentato il direttore regionale di Musei di Puglia, Luca Mercuri – l’augurio è che la nostra regione torni a pullulare di stranieri, sarebbe un altro segnale del ritorno alla normalità. Il clima di festa che aleggiava nelle città e il pienone registrato negli ultimi giorni riaccende il nostro ottimismo”. Si replica il primo maggio, con molti castelli, musei ed aree archeologiche aperti gratuitamente.
IL NEO DELLE CHIUSURE NELLA FASCIA CENTRALE DELLA GIORNATA
C’è però un neo da registrare in un quadro così roseo. Nel Nord Barese, ormai nuova meta del turismo internazionale, sono stati troppi i visitatori che non hanno potuto avere accesso, tra le 13 e le 17, a tante chiese, patrimonio di inestimabile bellezza dell’area.
È successo a Ruvo di Puglia per la bellissima cattedrale romanica, che aveva fatto registrare moltissime visite nel periodo della Settimana Santa, ed è accaduto anche a Bitonto (in tanti hanno visitato la Galleria Nazionale presso Palazzo Sylos Calò) e Giovinazzo per la Cattedrale di Santa Maria Assunta e per vedere da vicino il “San Felice in Cattedra”, custodito in San Domenico, ultima opera meridionale esistente di Lorenzo Lotto. Anche in quei casi, chiusure per troppe ore e sgomento dei turisti non abituati.

C’è, in soldoni, la necessità di migliorare sulle aperture: impossibile continuare a pensare ad un rilancio turistico dell’intera area senza andare incontro alle esigenze di chi arriva dall’estero e da altre regioni.
“Tutto aperto nelle ore centrali della giornata”, è dunque la richiesta che arriva ad amministratori ed alle Diocesi. Un peccato non ascoltare la voce di chi giunge in Puglia anche da molto lontano. Il turismo, specie quello culturale, deve diventare tassello essenziale nell’economia delle comunità locali. La crescita dopo la pandemia, passa anche da questi particolari.






