Simboli fallici, dichiarazioni d’amore (anche cancellate, forse per pentimento). Parolacce, date significative per qualcuno ma incomprensibili a chi guarda. Il monumento al generale Armando Diaz sul lungomare di Bari è ricoperto dalle scritte dei frequentatori dell’omonima piazza: frasi impresse con pennarelli neri, che “decorano” la statua del generale italiano, capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano durante la Prima guerra mondiale, anche ministro della guerra.
Il monumento posizionato nell’omonima piazza Diaz, sul lungomare nel quartiere Madonnella, è opera dello scultore molfettese Giulio Cozzoli e fu inaugurato nel 1937, come ricostruisce nei suoi appunti storici Gigi De Santis. Da tempo è preso di mira dai vandali, e da tanti ragazzini che frequentano la piazza e non si fanno scrupoli a lasciare indelebili ricordi sul monumento quasi centenario. Tanti i residenti e i turisti che, passando, notano il degrado in cui versa.
Una sorte comune a tanti monumenti baresi: qui la denuncia dello sfregio alla lapide che ricorda la strage di via Niccolò Dall’Arca.













