Ha tentato di uccidersi nel reparto detenuti dell’ospedale Molinette di Torino, il boss del quartiere Japigia di Bari, Eugenio Palermiti. Il 70enne capoclan era stato ricoverato alcuni giorni prima per alcune patologie che da tempo lamenta e che, secondo i suoi legali (gli avvocati Raffaele Quarta e Nicolò Pisani) sarebbero incompatibili con la detenzione carceraria. Ad accorgersi del fatto che Palermiti aveva le mani e una traversina monouso strette al collo sono stati gli agenti penitenziari addetti alla vigilanza, che lo monitoravano con le telecamere.
Immediati i soccorsi, arrivati in tempo per evitare gravi conseguenze fisiche. Palermiti era stato arrestato a febbraio 2024 dagli agenti della Squadra Mobile, al termine di indagini coordinate dalla Dda di Bari, perché ritenuto il mandante di un agguato armato a novembre 2013 nel rione Japigia ai danni di un altro 70enne, che riportò diverse fratture alle gambe. Palermiti era accusato anche di atti persecutori e violenza privata aggravati dal metodo mafioso per altri fatti avvenuti tra il 2021 e il 2022 nei confronti di tre affiliati che avevano scelto di collaborare con la giustizia e di loro familiari. L’obiettivo era quello di indurre gli aspiranti pentiti a ritrattare e allontanare i relativi nuclei familiari dal quartiere Japigia di Bari. Palermiti è considerato dagli inquirenti “un capo carismatico, con un’autorità che viene riconosciuta su tutto il territorio”.







