“Questa è una giornata simbolica, a pochi giorni dai 40 anni della legge Rognoni-Latorre, la norma che ha permesso di procedere con la confisca dei beni alla criminalità organizzata. Ed è simbolico anche il luogo. Un luogo confiscato al clan criminale dei Capriati viene adesso messo a disposizione di un’associazione che si occuperà della tratta delle donne”.
Lo ha detto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, a margine dell’inaugurazione di “Amaranta”, il primo centro diurno in Italia per le vittime di tratta. Sono intervenuti anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
“Questo non è l’unico immobile confiscato alla criminalità organizzata a Bari – ha ricordato Decaro -. Sono in totale 122, alcuni già messi a disposizione di associazioni per ospitare per esempio le famiglie con difficoltà economiche che hanno bambini affetti da leucemie ricoverati negli ospedali”.
Il ministro, che ha apprezzato “il modello” pugliese, ha sottolineato la necessità di “migliorare la possibilità del riutilizzo dei beni confiscati” che a volte “sono gravati da “gravami giudiziari che possono ostacolare la pubblica amministrazione”. Emiliano ha evidenziato che in Puglia c’è stata una “istituzionalizzazione dell’antimafia sociale” e ha auspicato che “il ministro possa applicare gli schemi della Puglia ovunque”.






