Le mimose colorano di giallo le distese di verde, sbocciano anche i fiori dei ciliegi. Le temperature anomale di questo periodo mandano la natura in tilt.
I fiori gialli sono già pronti alla raccolta, con due mesi di anticipo rispetto alla tradizionale festa della donna dell’8 marzo. Il fenomeno emerge dal monitoraggio di Coldiretti Puglia che lancia l’allarme sul rischio che le repentine ondate di gelo notturno e delle prime ore del mattino, brucino fiori e gemme di alberi e piante. Il risveglio anticipato con fioriture anomale lo avevamo già visto a novembre scorso.
Il clima è ormai diventato una minaccia per l’agricoltura pugliese che anche nel 2022 ha perso il 21% della produzione. Gli eventi climatici estremi hanno letteralmente falcidiato tutte le produzioni, un terzo in meno per effetto della siccità. La tropicalizzazione del clima ha fatto maturare precocemente prodotti come mandorli e peschi già in fiore a febbraio, mimose già pronte a gennaio e maturazione contemporanea degli ortaggi. Gli effetti sui campi sono disastrosi, perché azzerano in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori. A questo si aggiunge il gelo, che colpisce le coltivazioni invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli.
A preoccupare gli agricoltori è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione degli ortaggi e dei fiori, a cui si aggiungono fenomeni meteorologici opposti, ondate di maltempo e caldo fuori stagione. L’aumento record dei costi energetici, infatti, spegne le serre e mette a rischio il futuro di alcune delle produzioni più tipiche del florovivaismo come il ciclamino, il lilium o il ranuncolo, con il caro bollette che ha un doppio effetto negativo – denuncia Coldiretti Puglia – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’arrivo del freddo e dell’inverno







