La chiusura dell’impianto di Conversano sta riproponendo in queste ore l’annoso problema dello smaltimento dei rifiuti in tanti comuni del Barese, in particolare in quelli a nord del capoluogo regionale, dove la raccolta porta a porta è realtà da diverso tempo.
Nella serata di ieri, martedì 10 gennaio, il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, ha emanato un’ordinanza con cui ha di fatto imposto ai suoi amministrati di non conferire la frazione secca dell’indifferenziata. Il provvedimento è giunto dopo che la SANB, la società partecipata in cui sono consorziate cinque città dell’area, aveva fatto sapere di essere impossibilitata a smaltire quella tipologia di rifiuti a Conversano.
Da giorni, infatti, Bitonto ed altre cittadine del Nord Barese stanno conferendo il loro rifiuto in altre discariche, di volta in volta indicate dai vertici dell’AGER, l’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti. Ma Bitonto non è la sola città a patire questa situazione: problemi si stanno verificando anche a Giovinazzo, dove il primo cittadino, Michele Sollecito, attraverso un video pubblicato sui social network ha annunciato alla cittadinanza che l’Impregico continuerà ancora per un paio di giorni ad effettuare il servizio di smaltimento rifiuti, ma poi bisognerà avere rassicurazioni sul dove portarli dalla Regione Puglia, altrimenti si rischia la paralisi.
Una situazione esplosiva, che apparentemente potrebbe innescare una reazione a catena. A rischio per le prossime giornate anche Terlizzi, Ruvo di Puglia e Molfetta. Nel Nord Barese, dopo le chiusure delle discariche di Bitonto e Giovinazzo (in quest’ultimo caso la fase di post-gestione e bonifica è stata resa ancor più farraginosa dal fallimento dichiarato dalla società che gestiva il sito di San Pietro Pago, una vicenda su cui pesano anche inchieste penali) lontane appena poche centinaia di metri l’una dall’altra, la situazione si è fatta seria da anni, ma evidentemente manca una visione d’insieme per risolvere definitivamente il problema su scala regionale. Non vi riuscì Nichi Vendola, non ce la fa nemmeno Michele Emiliano, ormai al suo secondo mandato.
Si procede a tentoni, a colpi di provvedimenti eccezionali, e così i costi di smaltimento per le singole comunità, spesso in siti gestiti da privati, continuano e lievitare, con riflessi non indifferenti sulla TARI. A pagarne le conseguenze i cittadini, per i quali, con l’avvio del servizio porta a porta, il boccone da ingoiare sarà ancor più amaro.








