La pizzeria in piazzetta Eleonora ha chiuso cinque giorni fa, e voci accreditate parlano di un’imminente chiusura dell’unico supermercato esistente nel quartiere, anche se dallo stesso supermercato smentiscono. La caffetteria in via della Lealtà, dunque, potrebbe restare l’unica attività aperta in tutta la zona.
Benvenuti a San Pio, “quartiere dimenticato”. Lo descrivono così i suoi residenti, quei pochi che incontriamo nel bar di Umberto, che 15 anni fa ha scelto di investire in via della Lealtà, anche se “é difficile – ammette – portarlo avanti”. Nessuno vuole rilasciare dichiarazioni ai nostri microfoni, ma all’unanimità si lamentano del degrado della zona, della mancanza di servizi, di un ufficio postale o di un presidio del Comune.
Ed è così che scegliamo di farci una camminata per le vie del quartiere. Lo facciamo con il presidente del Quinto Municipio, Vincenzo Brandi, che ci accompagna nel cuore di San Pio. In quello che resta dell’ex mercato coperto, su cui esiste uno studio di fattibilità per la sua demolizione, ricettacolo com’è, oramai, solo di rifiuti abbandonati. La desolazione è evidente, incontrare qualcuno per strada è impresa ardua, anche nella zona più centrale. La parte originariamente pensata come centro di aggregazione – le cosiddette “vasche” – versa oramai in stato di completo degrado, così come piazzetta Eleonora.
I gradoni esistenti, che per molti rappresentano delle vere e proprie barriere architettoniche, rendono difficile – se non pericoloso – il passaggio per bambini e persone diversamente abili. “Nessuno si fa mai vedere qui – commentano i residenti – se non a cavallo delle elezioni”. Non si considerano parte della città, chiedono più collegamenti e più cura del verde. Restano baluardi del quartiere l’Accademia del Cinema, la scuola e la parrocchia, da poco affidata a don Gianni de Robertis. Ma non basta, dicono i residenti nelle nostre videointerviste.







