Un margine di guadagno che va dai 3 ai 5 centesimi al litro. Il paradosso degli aumenti: quando sale il prezzo alla pompa il guadagno per i gestori rimane lo stesso. Peraltro al lordo di tutte le altre spese, la luce, gli stipendi ai dipendenti e le commissioni per i pagamenti elettronici. I benzinai non ci stanno a diventare il capro espiatorio del nuovo picco dei prezzi dei carburanti. Gli aumenti degli ultimi giorni dipendono solo dal taglio allo sconto per le accise, ci tengono a sottolineare.
Proprio a proposito di questa misura è andata in scena una delle situazioni più paradossali: quando fu introdotta, dall’oggi al domani, si sono ritrovati con i serbatoi pieni di un prodotto che avevano pagato a un prezzo ma che avrebbero venduto a circa 30 centesimi in meno. E come detto i margini di guadagno non si calcolano sul prezzo ma sulla quantità di carburante.
Ma si tratta solo di una delle tante storture per le quali, infatti, i benzinai hanno annunciato nei giorni scorsi due giornate di sciopero nazionale: il 25 e il 26 gennaio. L’impressione è che anche l’utenza stia comprendendo la situazione, solidarizzando con i gestori. In molti hanno infatti compreso le ragioni dello sciopero.






