Una violenta grandinata ha colpito la provincia di Bari, soprattutto la zona a sud est del capoluogo. L’allerta meteo, d’altronde, lo aveva previsto da giorni: inequivocabili le immagini pubblicate dalla pagina Facebook “Protezione civile Bari Metropolitana”, che mostrano la grandine posata sull’asfalto tra Mola e Polignano, con notevoli disagi al traffico.
Intanto la Prefettura di Bari ha emanato un nuovo messaggio di allerta gialla, a partire dalle 20 di domenica 16 aprile e per le successive 24 ore, per precipitazioni sparse, con possibili grandinate e forti raffiche di vento.
“Temporali, fulmini e scariche elettriche, forti raffiche di vento in una maledetta primavera, con il rischio della grandine che è la più temuta dagli agricoltori per i danni irreversibili che provoca ai raccolti e in una manciata di minuti è in grado di distruggere il lavoro di un anno in una situazione in cui la siccità ha già avuto un impatto devastante sulle produzioni nazionali”, afferma la Coldiretti Puglia, sulla base dell’allerta meteo gialla della Protezione civile per rischio temporali e idrogeologico in Puglia.
“Il brusco abbassamento delle temperature notturne con gelate tardive colpiscono duramente le coltivazioni con danni a macchia di leopardo fino al 70% a gemme e piccoli frutti sugli alberi di percoche, susine, ciliegie, albicocche, pesche – dice Coldiretti – ma anche su meli e vigneti già in fase avanzata di vegetazione dopo un inverno che dal punto di vista climatologico ha fatto segnare una temperatura di 1,38 gradi in più della media storica”.
Gli agricoltori per difendere le coltivazioni – riferisce la Coldiretti Puglia – tengono accesi i fuochi di notte per scaldare le piante nei frutteti al gelo ma sono entrati in funzione anche ventilatori speciali che mescolando gli strati più caldi dell’aria a 14 – 15 metri sopra il terreno con quella più fredda che circonda gli alberi, e permettono di creare una barriera protettiva in grado di salvare i piccoli frutti in maturazione. Ma dall’assalto del gelo gli agricoltori si difendono anche usando il freddo stesso con dei vaporizzatori d’acqua che creano una patina su rami e frutticini, che ghiaccia senza soffocare o bruciare la pianta proteggendola al tempo stesso dal crollo delle temperature. “Vecchie e nuove tecniche per combattere il gelo che – sottolinea la Coldiretti regionale – si è abbattuto su una natura in tilt con le coltivazioni che si erano risvegliate prima del solito ingannate dalle temperature anomale, con il rischio adesso di perdere i raccolti di un anno di lavoro”. In pericolo – precisa la Coldiretti – anche le primizie maturate negli orti in largo anticipo.






