Caravella, danza aerea, totem 3D distribuiti nel centro città. E sette quadri scenici: uno dedicato al professore Giorgio Otranto, scomparso a gennaio di quest’anno, e uno ispirato a Gustav Klimt. Il corteo storico 2023 incanta migliaia di persone. Tema scelto per quest’anno è la ‘speranza’, “un sentimento quanto mai necessario e attuale grazie al quale si sentono più vicini fedeli e pellegrini, baresi e viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, cattolici e ortodossi”, spiega il direttore artistico Nicola Valenzano.
Tante le novità che hanno incuriosito i presenti, una su tutte il ‘quadro parlante’ di San Nicola in via Argiro. Due i momenti di spettacolo di danza aerea, in piazza Libertà e in piazza Basilica di San Nicola, ispirati alle parole del frate domenicano Jacopo da Varagine, che narra la storia del santo di Myra, messe in scena dalla regista e coreografa Elisa Barucchieri.
Corteo scandito da una serie di quadri che narrano a fedeli e pellegrini la storia del Santo. Uno, il quarto, è dedicato al professore Giorgio Otranto, docente di Storia del Cristianesimo scomparso quest’anno e protagonista di tanti studi sulla vita dei santi e sulle imprese dei pellegrini:
– I quadro: “Bari città di San Nicola” – “Bari città della Speranza”
Apre il Corteo il Gonfalone della città di Bari, affiancato da due ufficiali della Polizia locale in alta uniforme, seguiti dagli araldi, a cavallo e a piedi, accompagnati dai componenti dell’associazione “Timpanisti Nicolaus Barium”.
A seguire, un carro con l’effigie di San Nicola interamente realizzata con i fiori ad opera dei maestri fioristi pugliesi. Ad accompagnare una folla festante di bambini della cooperativa sociale Lavoriamo insieme.
– II quadro: “L’oro del sud: il grano”
Un gruppo storico di “Altamura” con contadini festanti, uomini, donne, bambini, apre i festeggiamenti in onore di San Nicola, sfilando con arnesi e manufatti dell’epoca, carretti e grosse pezze di pane, lanciando grano, esultanti per il buon esito del raccolto, simbolo di benessere e prosperità.
– III quadro: “La vita del Santo”
Tre pale raffiguranti la vita di San Nicola, in una fedele riproduzione del Beato Angelico, risalente all’anno 1400, portate dall’associazione i “Figuranti di San Nicola”, un gruppo di popolani che reca fiori ceri e incenso da offrire al Santo.
– IV quadro: “I pellegrini”
L’associazione “Insieme Per” di Monte Sant’Angelo veste i panni dei devoti pellegrini, in pellegrinaggio di espiazione a Bari, una delle mete più frequentate dell’epoca, per purificare le proprie colpe e chiedere la grazia, intonando canti in onore di San Nicola.
– V quadro: “Artisti di strada”
L’associazione “Menti Ardenti” anima il percorso del corteo con un gruppo di giocolieri e mangiafuoco in costumi dell’epoca.
– VI quadro: “Il dono della speranza”
Danzatori in costume eseguono una coreografia di Alessandra Lombardo (scuola di danza “Ballet Centre”) che allude al dono della vita come messaggio di speranza che si propaga dalla terra, dal mare e dal cielo. Ispirato a Klimt “la Speranza II” che raffigura una donna in dolce attesa, offre lo spettacolo del dono della vita, ogni vita che nasce è un messaggio di speranza così antico e sempre nuovo.
– VII quadro: “Traslatio Sancti Nicolai” A.D. 1087
• VII. A – Le Famiglie Nobili: figuranti vestono i panni delle più antiche famiglie nobili baresi del tempo, i Chiurlia e i Dottula, che sostennero materialmente l’impresa della traslazione, accompagnati dalla loro corte. Seguono i nobili normanni, tra cui spicca la principessa Silkegaita con i loro scudieri. Infine i nobili “decaduti” bizantini del catapanato greco.
• VII. B – Le etnie: un gruppo di figuranti delle etnie armene, serbe, slave, ebree, turche, a rappresentare l’internazionalità e l’interreligiosità, che già dall’epoca appartenevano alla città di Bari, grazie ai fiorenti scambi commerciali. Fanno parte del gruppo nobili, mercanti, danzatrici dell’associazione di danze mediorientali “Billy Dance”, artigiani, capitanati dal principe Guirdeliko.
• VII. C – Il clero: apre questo gruppo l’Abate Elia, che promosse la “santa impresa” e a cui apparve in sogno San Nicola, a suggerirgli la volontà di riposare per sempre a Bari. Seguono monaci, vescovi, arcivescovi, turiferari e chierici, latini e bizantini, a suggellare la fusione di riti e culture diverse, sottolineando l’ecumenismo di cui San Nicola è il simbolo.
• VII. D – Armigeri: un gruppo di armigeri a piedi sfila in rappresentanza delle milizie dell’epoca.
• VII. E – La luce della speranza: l’associazione storica “Nundinae” anticipa l’arrivo della Caravella con un suggestivo gioco di luci.
• VII. F – Marinai: 62 marinai trainano, con funi, la Santa Imbarcazione, sulla cui prua si scorgono i due preti, Lupo e Grimoaldo, il giovane Matteo, che materialmente raccolse le ossa del Santo e i restanti marinai chepresero parte all’impresa.
• VII. G – Sbandieratori: l’associazione “Militia Sancti Nicolai” formata da timpanisti e sbandieratori chiude il quadro storico della traslazione.
Il Corteo storico di San Nicola vede anche la partecipazione straordinaria di alcuni degli attori più amati dal pubblico barese: Tiziana Schiavarelli, Dante Marmone, Nico Salatino, Annamaria Vivacqua, Tiziana Gerbino, Daniele Ciavarella e Francesca Pastanella. Le coreografie sono a cura di Alessandra Lombardo.
Tra le novità di questa edizione, in via Argiro è presente un “quadro parlante” di San Nicola, una riproduzione dell’icona del santo su schermo che, grazie all’animazione 3D e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, racconta ai passanti e ai curiosi la storia del Patrono di Bari; inoltre, nel centro cittadino sono posizionati 10 totem con altrettante illustrazioni.
Se te li sei persi, qui i video delle performance il piazza Libertà e in Basilica.







