“Poco fa, sul molo San Nicola, a due passi dal Chiringuito. Da 1 a 10 quanto è incosciente il padrone di questo cane?”. La segnalazione, con tanto di domanda retorica, arriva sui social di Telebari ed è inviata da un cittadino barese poco dopo le 14.30 di oggi. Nel video che accompagna il messaggio, quindi, un uomo fa bere della birra al cagnolino che tiene al guinzaglio, sotto gli occhi divertiti di una donna che è con loro. Poco più in là c’è anche una bambina.
Chi non è particolarmente ferrato sul tema degli animali di compagnia, forse, avrà la tentazione di archiviare il video nella sezione ‘folclore cittadino’: quello scompartimento in cui a Bari sono racchiuse tutte le immagini di focaccia e Peroni, ricci e pesce crudo a due passi dal mare, con protagonisti vari e sempre diversi. Nello specifico, però, il filmato con il cane come primo attore non può finire in quella cartella.
Ampia letteratura veterinaria, reperibile in modo facile anche online, sottolinea infatti come somministrare degli alcolici ai cani sia estremamente pericoloso. In alcuni casi anche letale. “La birra, i liquori, il vino e gli alimenti contenenti alcolici non dovrebbero mai essere offerti al cane – si legge su un sito dedicato agli amici a quattro zampe, in un messaggio firmato da un medico veterinario -. Questo perché l’alcol comporta i medesimi effetti sul fegato e sul cervello del cane degli esseri umani. Ma, a differenza dell’uomo, le quantità necessarie per causare l’insorgenza di tali effetti sono decisamente inferiori”.
“Solo una piccola quantità, infatti – prosegue l’esperto – può causare vomito, diarrea, depressione del sistema nervoso centrale, problemi di coordinazione, difficoltà respiratorie, coma e persino il decesso. Più la taglia del cane è piccola, maggiore sarà l’effetto”. E quello del video della segnalazione arrivata a Telebari è di sicuro un cane di taglia piccola. Incosciente, quindi, sembra essere proprio l’aggettivo adatto per definire il padrone dell’animale: “Di chi mostra di non valutare il pericolo cui espone altri o sé stesso, agendo inconsideratamente – recita il dizionario -, o la gravità del male che egli provoca per leggerezza e stoltezza più che per deliberato proposito”.







