Dai 23.78 gradi dell’estate 2021 ai 24.42 del 2022. Una temperatura media stagionale rilevata dal punto di osservazione di Torre Guaceto. Greenpeace, dopo aver presentato il rapporto ‘Mare Caldo’, fa tappa a Bari con la sua mostra itinerante sul riscaldamento climatico: una mostra con ingresso libero visitabile fino al 21 luglio al piano terra del Centro Polifunzionale studenti dell’Università degli Studi di Bari, in piazza Cesare Battisti. Un focus che si è concentrato proprio su quello che sta avvenendo nei mari, con il monitoraggio che tocca anche la Puglia. I dati sono sotto il controllo del DiSTAV dell’Università di Genova ed ElbaTech che proveranno a spiegare cosa sta succedendo sotto la superficie del mare. Un elemento è chiaro: così come fa caldo fuori, anche le temperature del mare stanno gradualmente aumentando, anche in profondità, con tutto quello che ne consegue.
“Il primo studio scientifico che parla in maniera documentata e seria di quanto sarebbero aumentate le temperature è del 1975. Il riscaldamento globale – spiega Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia – sta causando un aumento delle temperature del mare con conseguenze anche sugli ecosistemi marini: quest’estate, i sensori del progetto Mare Caldo hanno registrato un’anomalia termica, positiva di circa 2 gradi centigradi, con temperature superficiali che hanno raggiunto, e in alcuni casi superato, i 27 gradi. Non bisogna confondere la climatologia con la meteorologia: è impossibile dire se tra un anno a Bari pioverà, ma è certo che a Bari, nel tempo, le temperature ad agosto e a luglio aumenteranno”. La palla passa dunque ai decisori a cui spetta il compito di invertire la rotta. Con il coraggio di mettersi contro anche alle dinamiche economiche.






