Avvocato, assessore durante l’amministrazione Di Cagno Abbrescia, capogruppo di Forza Italia nel primo mandato Emiliano e coordinatore delle opposizioni nel secondo, Ninni Cea dopo anni di osservazione esterna sceglie di scendere nuovamente in politica per ridare dignità a un centrodestra che – dice – si è perso per strada. Si candida alla poltrona da primo cittadino per le amministrative del 2024, la lista civica – assicura – si comporrà di grandissimi professionisti il cui comune denominatore è il grande amore per la città. ‘Amala’ – non a caso – è la scritta che campeggia alle sue spalle.
Spiega il suo programma, non definitivo dichiara: da domani gli incontri con cittadini e associazioni di categoria, ma ha già le idee chiare sulle linee essenziali. Lavori Pubblici, viabilità, sicurezza. Anche sanità, pur consapevole dei limiti in materia di un sindaco ma assicura: “Solleciterò la Regione affinché si intervenga sulle criticità”. Torna sulla questione parcheggi, riprende il progetto sull’interrato in corso Cavour e propone un ampliamento di quello previsto nella ex caserma Rossani. “Solo così – spiega – riusciremmo a pedonalizzare il centro”.
Promette la totale eliminazione della pista ciclabile su corso Vittorio Emanuele (“Vorrei sapere chi ha consigliato Decaro”, ironizza) e sull’urbanistica mostra tutta la competenza acquisita in tanti anni a Palazzo di Città. Dai Piani particolareggiati chiusi in un cassetto alla totale assenza del nuovo Piano regolatore promesso da Antonio Decaro. Parla di periferie, di riqualificazioni, ma anche di verde. E sui giardini realizzati – “Non chiamateli parchi”, specifica – chiede presidi h24.
Un programma a tutto tondo, accenni anche sulla Fiera del Levante. Infine l’auspicio: “Vorrei che la città tornasse a essere gioiosa”. E non manca di ricordare le sue figure di riferimento: Pinuccio Tatarella e Silvio Berlusconi. In chiusura la stoccata sul recente passaggio dello storico forzista Michele Boccardi in Con.







