L’afa e le temperature estreme registrate a Bari nelle ultime settimane hanno causato un aumento degli accessi al Pronto Soccorso del Policlinico. Sono sempre di più i cittadini che raggiungono l’ospedale a causa di colpi di calore o malesseri causati dall’esposizione ai raggi solari. A luglio, secondo i dati forniti dal Policlinico, è stato registrato un 20% in più di accessi al Pronto Soccorso. A preoccupare è anche il numero crescente di patologie delle vie respiratorie individuate soprattutto tra i soggetti anziani
“Le cause possono essere varie – spiega il dottor Vito Procacci, direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Bari -. Una, ad esempio, può essere l’uso incongruo del condizionatore. Anche altre cause però, purtroppo, portano in ospedale delle persone anziane con delle broncopolmoniti e tra queste troviamo l’aumento dell’umidità, che determina delle condizioni ambientali che favoriscono la contrazione di infezioni”
I pazienti con problemi di salute legati al caldo ricevono codici minori o intermedi all’interno del Pronto Soccorso. Per ridurre i tempi d’attesa, il Policlinico di Bari ha introdotto la figura dell’infermiere di processo. “Un infermiere che ‘adotta’ i pazienti con codici minori e intermedi, da quando arrivano a quando vanno via – spiega ancora Procacci – Questo permette anche di ridurre i tempi di attesa e quindi di facilitare i percorsi diagnostico-terapeutici eliminando i vicoli ciechi”
Il maggior numero di utenti che richiede assistenza medica nei mesi estivi si ripercuote inevitabilmente sul sistema del 118. Come spiegato da Mercedes Panza, medico coordinatore della centrale operativa 118 Bari Bat, sono sempre meno i camici bianchi disposti a salire sulle ambulanze. Ciò è dovuto, spiega la dottoressa, alle dure condizioni di lavoro ma soprattutto all’aggressività di alcuni utenti. La carenza di personale sui mezzi del 118 è uno dei problemi più difficili da risolvere: l’appello lanciato dal medico ai cittadini è quello di non richiedere l’intervento di un’ambulanza per questioni risolvibili con una visita al Pronto Soccorso, ma soltanto per situazioni gravi che richiedono l’intervento degli operatori sanitari.






