Tornano gli autovelox mobili lungo la ex Strada Statale 16 Adriatica, nel tratto di litoranea compreso tra Giovinazzo e il quartiere barese di Santo Spirito.
A darne notizia nelle scorse ore è stato il comandante della Polizia Locale di Giovinazzo, Raffaele Campanella, che con una nota pubblicata all’albo pretorio online ha annunciato l’installazione di postazioni mobili lungo quei 4,7 chilometri che collegano la cittadina adriatica al capoluogo regionale.
Nella nota, il comando di via Cappuccini specifica che gli autovelox saranno in funzione da venerdì 4 agosto e sino a cessata esigenza, ma da quanto appreso dalla nostra redazione, i rilevamenti dovrebbero concludersi con la chiusura della stagione estiva. Nell’atto, in particolare, si legge che “verrà predisposto il rilevamento elettronico della velocità al fine di contrastare le violazioni previste dal codice della strada a Giovinazzo sulla ex strada statale 16 Adriatica, in direzione Giovinazzo-Bari e Bari-Giovinazzo”. Dal Corpo di Polizia Locale di Giovinazzo ricordano inoltre che in quel tratto di strada, ormai prolungamento della giovinazzese via Bari, assimilata a strada comunale, il limite di velocità è già di 50 km/h.
“Le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità – si legge ancora nella nota pubblicata sul sito comunale – saranno presegnalate, ai sensi di legge, dall’apposito cartello stradale ad alta visibilità contenente l’iscrizione “Controllo elettronico della velocità”, nonché da cartello, indicante il simbolo della Polizia Locale, posizionato proprio in prossimità della postazione”.
Ma tra i giovinazzesi e soprattutto a Santo Spirito è rivolta. In tanti in passato erano incappati nei controlli pagando salate contravvenzioni ed asseriscono che il sistema di controllo era mal segnalato. Altri accusano il Comune di Giovinazzo di voler far cassa nel periodo estivo e che se si trattasse davvero di sicurezza stradale i controlli sarebbero estesi a tutto l’anno. Bisogna tuttavia ricordare che troppe sono le violazioni giornaliere al codice della strada su un’arteria su cui dal 2015 insiste una lunga pista ciclabile e sulla sicurezza non si può più derogare, poiché troppi sono i comportamenti in violazione delle norme vigenti.







