Boom di aperture di strutture ricettive a Bari che, tra B&B e affittacamere, dal primo gennaio del 2023 segnano un +118 a fronte di 152 aperture e 34 chiusure. A cascata, quindi, si modifica la fisionomia del commercio cittadino adesso molto più attento e orientato alla domanda generata dai flussi turistici. Ed ecco che l’ambito della somministrazione (ristoranti, pub, bar e qualunque luogo in cui è possibile consumare un pasto o un drink) schizza con un +221: dal comune di Bari, ripartizione Attività Produttive, segnalano zero chiusure dall’inizio dell’anno. Anche se, a ben guardare, basta farsi un giro su una qualsiasi piattaforma di vendita per rendersi conto che anche nel settore ristorazione qualcosa sta cambiando. Murat, borgo antico, ma soprattutto Madonnella e zona Umbertina: sono tantissimi i locali in vendita, che sia cessione d’attività oppure no.
I dati poi raccontano anche della crescita delle aperture di attività di tipo artigianale. Nessun picco, ma il ‘segno più’ permane: a fronte di 49 aperture e 19 chiusure, il bilancio è di un +30. Male per i negozi di vicinato, l’unico ‘segno meno’. Ben 264 le chiusure in meno di un anno, le nuove aperture sono 211 per un risultato negativo di -53. Su quest’ultimo punto si sofferma l’assessore comunale alle Attività Produttive, Carla Palone: “Il commercio online e il modo di fare vendita stanno cambiando – spiega l’assessore –. Va rivista l’idea del negozio di vicinato, per noi elemento prezioso sia da un punto di vista economico sia sociale. L’ho sempre detto – conclude l’assessore – ogni insegna accesa è presidio di sicurezza – ma dobbiamo oggi anche fare i conti con una domanda che sta cambiando e che vira sempre di più verso esigenze turistiche”.







