Nel quartiere che ruota intorno al campus universitario e al Politecnico di Bari, c’è la comunità parrocchiale di San Marcello che si è fatta casa, nel cuore della città, per accogliere bambini, adolescenti, anziani e malati. A guidarli c’è il parroco don Andrea Favale, fulcro di una realtà che vive le molteplici esperienze della carità, della catechesi, del sostegno spirituale e dell’orientamento sanitario e lavorativo. Una casa grande dove c’è posto per tutti con al centro una roccia solida: l’amore della Chiesa. L’esperienza di don Andrea e della sua comunità saranno illustrate su TV2000 nella docu-serie “La casa sulla roccia”, una serie che racconta storie di comunità parrocchiali, con testimonianze di laici e sacerdoti, di giovani e anziani sul senso di essere Chiesa, intesa come una casa che accoglie tutti, che difende e cura chiunque bussi alla sua porta, rivelando il mistero profondo dell’amore per il prossimo.
Una puntata particolare, in vista delka XXXV Giornata nazionale delle offerte per il sostentamento del clero diocesano, domenica 17 settembre. Una domenica di sensibilizzazione che richiama l’attenzione sulla missione dei sacerdoti, sulla loro opera e sulle offerte che sono dedicate al loro sostentamento, facendo conoscere tanti progetti, a volte poco noti all’opinione pubblica, che non esisterebbero senza l’impegno quotidiano di tanti sacerdoti che con dedizione li portano avanti.
Tra questo don Andrea e i volontari della sua parrocchia, come Alessandra, una giovane universitaria che si dedica alla vita e alle attività parrocchiali: “Il catechismo ai bambini ha rappresentato per me un’esperienza che mi ha cambiato la vita – spiega la giovane volontaria -. Adesso riesco ad aprirmi, a raccontarmi, e sono più propensa a condividere gli episodi della mia vita”. Un esempio di dedizione alla vita parrocchiale che spesso non è facilmente decifrabile per tanti suoi coetanei. “A volte mi chiedono della mia scelta – prosegue Alessandra – e cerco di spiegare quanto sia importante quello che mi restituiscono le famiglie e i bambini”.
Messaggi di forza e speranza che vengono diffusi anche attraverso il periodico parrocchiale, “Nella nostra comunità”. L’ultimo numero ha un titolo esemplificativo che campeggia in prima pagina: “Accogliere è aprire le porte”. Del resto, “fare casa” è stato proprio uno dei primi messaggi di don Andrea all’atto del suo insediamento in parrocchia per far percepire a tutti “il senso di famiglia allargata, un’unità percepita dal basso, che poi si elevi verso l’Alto”. Un cammino comune che s’innesta in un pensiero più generale offerto da don Andrea per illustrare la vita della sua comunità: “La felicità – conclude – non viene da uno sforzo umano ma dall’accogliere la beatitudine e la beatitudine della mitezza: beati i miti perché, dice Gesù, erediteranno la terra. Questo vuol dire che non mi manca niente, solo Dio mi basta, e quindi ereditare significa essere custoditi da colui che è il Creatore della terra; quindi, la mitezza è una grazia che ti rende felice, beato”.







