Il caso della scola Marconi-Hack finisce in Parlamento. Ieri avevamo riportato la notizia della decisione della preside dell’Istituto barese di anticipare l’uscita di scuola degli studenti per oggi e domani. Una decisione presa per il grande caldo di questi giorni, con qualche ragazzo che ha accusato un lieve malore, e a causa dell’assenza, nell’edificio, di alcun sistema di areazione e refrigerazione. Una situazione grave tanto da spingere la deputata di Alleanza Verdi e
Sinistra, Elisabetta Piccolotti, a presentare un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. ” Sono 2500 le prime classi delle superiori che quest’anno contano tra i 28 e i 32 studenti. – ha detto la deupatata – Le chiamiamo classi pollaio, sono luoghi in cui i nostri figli e le nostre figlie devono passare ogni giorno cinque o sei ore, stipati, senza spazio vitale, senza possibilità di imparare e crescere in un luogo adeguato. E a volte capita, come è capitato a Bari all’istituto tecnico Marconi-Hack, che manchi proprio l’aria e che studenti e studentesse svengano per il troppo caldo, tanto che la preside è stata costretta a mandare a casa prima ragazze e ragazzi.
Ho presentato un’interrogazione al Ministro Valditara per capire cosa voglia fare contro questo sovraffollamento delle nostre scuole e per garantire la didattica in edifici pressoché inagibili e senza aria condizionata, soprattutto al sud, nei mesi di giugno e settembre”.
E contemporaneamente si è mossa anche la Sima, la Società Italiana di Medicina Ambientale, che propone, a fronte delle alte temperature che ormai si registrano anche a settembre di “ampliare i margini decisionali degli uffici scolastici regionali per un avvio dell’anno scolastico con date differenziate anche di due o tre settimane tra Sud e Nord del Paese. “I mancamenti degli studenti registrati a Bari impongono certamente una riflessione. – spiega Alessandro Miani, Presidente SIMA – Il buon senso suggerirebbe di lasciare chiuse le scuole al sud-Italia fino all’equinozio di autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psico-fisico degli alunni. In particolare, Sima condivide pienamente gli “Indirizzi di Policy Integrate per la Scuola che Promuove Salute”, pubblicati congiuntamente dai Ministeri della Salute e dell’Istruzione appena due anni fa, sottolineando la necessità di una effettiva operatività a livello dei territori per tutelare tutti gli aspetti della salute dei nostri figli e nipoti nelle scuole italiane, a partire dall’attenzione al benessere in aula e in particolare al microclima e alla qualità dell’aria indoor. Infine, differenziare l’avvio dell’anno scolastico consentirebbe di sostenere l’economia del turismo di fine stagione al Sud”.







