Il riscatto di San Pio ha tanti nomi: quelli di Giovanni, Rosa, Francesca e Pietro, ma questi sono solo alcuni dei giovanissimi che sono riusciti a immaginare un futuro in una terra dove fino a poco tempo fa non c’era possibilità di sognare in grande. La festa di San Pio, in corso fino a domenica, ha proprio questo obiettivo: dar voce al quartiere che rimane territorio dalla città di Bari e che possa ridare speranza e voglia di cambiamento agli stessi residenti, ha detto don Gianni De Robertis della Parrocchia della Natività di Nostro Signore, che ha chiamato a raccolta la sua comunità per riflettere sulla rigenerazione non solo urbana ma anche sociale.
Simbolo di questa nuova pagina da scrivere sarà la statua di San Pio, realizzata dagli scarti: un’opera a più mani, con materiale prelevato da una zona degradata utilizzata dalla criminalità come discarica abusiva. “In occasione della festa di San Pio il 23 settembre, che da il nome al nostro quartiere – spiegano gli organizzatori della festa – tutta la comunità territoriale e cittadina, è chiamata a riflettere partendo dalla parole che il crocifisso di San Damiamo disse a Francesco: Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando ? Va’ dunque e restauramela”.
Per una settimana fino al 24 settembre, cittadini, istituzioni, associazioni si confrontano sui temi della “Rigenerazione”. Attraverso dibattiti, eventi, spettacoli e la realizzazione di una importante scultura raffigurante San Pio realizzata in ferro e materiale di scarto, dal maestro Sergio Scarcelli e da ex ragazzi dell’area penale e cittadini residenti, si vuole riflettere su come “rigenerare il quartiere, la chiesa e l’uomo convinti che non sia possibile una vera e propria rigenerazione umana senza una concreta rigenerazione delle persone, del quartiere e della chiesa chiamata ad essere il sale ed il lievito”.
Il programma è ricco e continua fino a domenica. L’incontro di venerdì 22 alle ore 20 dal titolo “Rigenerare l’Uomo”: presentazione del libro “Si può nascere ancora” di Raffaele Diomede edizione Palomar, con la toccante partecipazione e testimonianza di ex ragazzi dell’area penale. Modera Rossella Diana Morea. Sabato 23 alle 17 si svolgerà l’inaugurazione della statua di “San Pio dagli scarti”, in via della Felicità angolo via della Lealtà, in una zona degradata utilizzata dalla criminalità come discarica abusiva. Un monito, un richiamo contro le mafie, contro il degrado, contro l’abbandono. L’opera è stata realizzata dal maestro Sergio Scarcelli con il supporto di Adele Giuntini, dei cittadini residenti e degli ex ragazzi dell’area penale guidati dall’educatore Raffaele Diomede. “L’opera ‘San Pio dagli scarti’ è la sintesi di un lavoro a più mani che ha visto il coinvolgimento di adulti e bambini del quartiere e di alcuni ex ragazzi dell’area penale di Bari. Una scommessa per una nuova partenza di un territorio che richiede rigenerazione, cura e legalità”, spiega l’artista Sergio Scarcelli.
Gli eventi si concluderanno sabato 23, con la celebrazione della Santa Messa nella solennità di San Pio alle ore 19 ed il pranzo condiviso con le famiglie del quartiere domenica 24 settembre. “ Auspico che questa settimana di eventi, possa dar voce al quartiere San Pio, che rimane territorio sconosciuto della città di Bari e che possa ridare speranza e voglia di cambiamento agli stessi residenti”, è l’augurio di don Gianni. “La rigenerazione di un quartiere, di una città e dell’intera società, parte dal cambiamento di ogni individuo. Siamo chiamati ad essere esempio di valore e di coerenza verso le nuove generazioni”, gli fa eco Raffaele Diomede.








