Cucinare, condire e servire a tavola. Passare ore ai fornelli per proprio diletto o per un’occasione importante. O per riscoprire le tradizioni dei nostri nonni e quei sapori sempre più rari sulle nostre tavole. Così a Bari sono sempre più coloro che vogliono imparare tutto sul gusto e la cucina attraverso corsi e percorsi esperienziali. Un trend sempre più seguito che coinvolge anche i più piccoli. Ed è per questo che a Bari sono sempre più le realtà che recuperano il nostro passato culinario e lo tramandano anche alle nuove generazioni.
Progetti come ‘C’è del Buono Tasting Lab’, per ritrovare il vero senso dei sapori e dei profumi in cucina o come ‘Amaltea’ che trasmette la passione dei fornelli ai più piccoli, insegnando loro l’arte del buono a tavola. “Questo spazio è un laboratorio di degustazione che vuole mettere in comunicazione le persone con il proprio modo di sentire e di comprendere il cibo. – spiega Elisabetta De Blasi che ha realizzato in via Dante il progetto C’è del buono, Tasting Lab – Il cibo è memoria, simbolo e ricordi e dobbiamo metterli in comunicazione con noi stessi, comprendere i paesaggi da cui nascono determinati alimenti. La cucina contiene cura, dedizione e piacere che sono le chiavi della scoperta di ciò che ci piace, perché il cibo è divertimento. Non ci nutriamo infatti di meri nutrienti ma di simboli. Perché un determinato cibo è il ricordo della casa della nonna, le domeniche in famiglia o la scoperta di qualcosa di nuovo che non ci aspettavamo e ci stupisce. Noi quando ci sediamo a tavola vogliamo delle emozioni e imparare a decodificarle significa aver imparato qualcosa anche sensorialmente”.
“Il nostro lavoro nasce da un progetto educativo fatto per anziani e bambini dal 2010, un progetto di socialità per far riscoprire le tradizioni culinarie della nostra regione”, racconta Filippo Ciaccia di Amaltea, impresa attiva ad Altamura da ormai 17 anni e che sbarca a Bari per ampliare l’offerta di eventi indirizzati a grandi e piccoli. “Per i bambini in particolare imparare a cucinare e avere a che fare con il cibo permette anche di migliorare la loro socialità. Soprattutto in questo momento storico dove si è distratti dai social e da giochi di poco valore culturale, la cucina permette ai piccolini di coinvolgerli tantissimo. Il rapporto con il cibo è un tema autentico, vero e aiuta i bambini a scoprire come vivevano i loro nonni tanti anni fa, oltre all’importanza di non sprecare il cibo”.




