La bandiera tricolore sventola nel cielo, i militari in formazione sfilano davanti all’ingresso: il 4 novembre l’Italia ricorda l’armistizio di Villa Giusti del 1918 che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale. Questa mattina, quindi, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è giunto al Sacrario militare dei caduti d’oltremare di Bari per partecipare, in rappresentanza del Presidente della Repubblica, alle celebrazioni per il giorno dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Con lui, fra gli altri, il ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, in rappresentanza del governo, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Bari Antonio Decaro.
La Russa, dopo aver deposto una corona di alloro ai piedi dell’altare e aver lasciato la firma sull’Albo d’onore, ha preso parte alla messa celebrata dall’arcivescovo di Bari, Giuseppe Satriano, che durante l’omelia ha fatto riferimento alle ultime vicende che stanno scuotendo il mondo. “Si alzi il grido: mai più la guerra”, le sue parole. Il ministro Fitto ha sottolineato, invece, la vicinanza del governo ai militari impegnati in questo momento nelle missioni nel mondo e poi, in generale, a tutte le forze armate. Un messaggio fatto suo anche dal presidente del Senato. “Questa non è una giornata di celebrazione del passato – ha detto La Russa -, ma è la permanente volontà dell’Italia, con l’aiuto delle forze armate, di tenere alto il valore dell’unità nazionale e, quindi, ricordare che il 4 novembre fu giornata di pace, di pace voluta anche dall’impegno delle nostre forze armate”. L’augurio è “che la pace ci sia sempre”, ha concluso.






