Alcuni dipingono la ‘tradizione’ come ciò che viene trasmesso dal passato al presente. La tradizione, però, ha un potere ben più grande: essa crea l’identità di un popolo, unisce generazioni e crea un legame indissolubile con il proprio territorio di nascita. Adelfia ha trasformato le sue tradizioni in valori fondamentali, spirituali e morali, immortali e sempre rispettati dalle famiglie del paese. Di particolare importanza è la devozione dei cittadini verso la cultura religiosa.
Il culto di San Trifone, martire e patrono di Montrone che secondo la storia protesse il paese durante l’epidemia di peste del 1691 e scacciò un’invasione di cavallette, è celebrato con una grande festa la cui notorietà va ben oltre i confini adelfiesi. Festeggiamenti che si sviluppano in più giorni (qui il programma completo della festa di San Trifone ad Adelfia) tra rituali religiosi e musica, eventi fuochi d’artificio.
Ieri – venerdì 10 novembre, giornata più attesa della festa – nel primo pomeriggio, come da tradizione, è andata in scena la grandiosa gara pirotecnica tra ben cinque ditte specializzate arrivate per l’occasione anche dalla vicina Basilicata, dalla Campania e dalla Sicilia.
Il tutto, naturalmente, si è svolto nella massima sicurezza. Il sindaco Giuseppe Cosola, come ogni anno, ha organizzato un piano viabilità ad hoc. “Abbiamo incontrato il Prefetto e la Questura in un apposito comitato – ha spiegato il primo cittadino – in cui si è deciso di rafforzare la sicurezza anche attraverso agenzie di steward e vigilanza. Sono circa 80 a turno, oltre a una ventina di vigili e carabinieri”. La festa proseguirà nelle giornate di oggi e domani, per poi concludersi domenica 19 novembre.






