L’Amministrazione comunale di Bari ha ricordato con una cerimonia il giovane militante comunista, Benedetto Petrone, ucciso da una squadraccia fascista il 28 novembre del 1977. La cerimonia si è svolta con la deposizione di una corona di fiori sotto il toponimo della strada di Bari vecchia a lui intitolata e, a seguire, presso la lapide commemorativa in piazza Libertà.
“Come ogni anno, da 46 anni, ci ritroviamo qui con Porzia Petrone e con tutti voi, per ricordare la morte di Benedetto Petrone e la ferocia con cui questo giovane, militante comunista e antifascista, fu ammazzato in questa piazza – ha dichiarato Eugenio Di Sciascio -. In realtà, però, giornate come questa ci consentono di ricordarne la vita e la forza delle sue idee”. “Ogni volta che ci ritroviamo riuniti sotto questa lapide – ha detto Di Sciacio – si rinnova lo spirito antifascista della città di Bari, che coltiviamo anche attraverso momenti come questo. Essere qui oggi, in piazza della Libertà, significa onorare il sacrificio di Benny Petrone che, con la sua militanza, ha difeso proprio quella libertà e la democrazia, che in quegli anni di furore ideologico erano forse ancora troppo fragili”.
“Anche l’ultimo procedimento penale – ha aggiunto – ha evidenziato la matrice politica e ideologica di quella terribile aggressione, il cui obiettivo, com’è scritto negli atti giudiziari, era quello di affermare una supremazia politica. Oggi, anche alla luce di quest’ultima inchiesta, possiamo affermare senza dubbio che Benedetto Petrone è un martire del fascismo, come scritto su questa targa”. “Bari ha fatto di Benny una bandiera – affermato Porzia Pterone – un simbolo della lotta antifascista e del contrasto alle ingiustizie. Stasera ci ritroveremo in piazza Chiurlia per ricordare, insieme all’Anpi e ad altri amici, Benedetto, e vorrei che vengano tanti giovani per discutere delle ingiustizie che stanno accadendo in tutto il mondo”.
(VIDEO SERVIZIO DI ROBERTO MAGGI)






