Un avviso pubblico della Regione per selezionare 31 esperti in materia agraria che però esclude i periti agrari che non abbiano conseguito la laurea. È questa la vicenda finita nei giorni scorsi all’attenzione del TAR di Bari, innanzi al quale i collegi dei periti agrari delle sei province pugliesi hanno presentato ricorso, rappresentate in giudizio dall’avvocato Marco Palieri.
La selezione, nello specifico, riguarda 31 incarichi di lavoro autonomo per “esperti con competenze in materia agraria per le funzioni di supporto all’Autorità di Gestione del PSR (Programma Sviluppo Rurale), con esperienza di almeno un anno in attività di monitoraggio e implementazione di attività tecniche agronomiche”. Nell’avviso c’è scritto che i candidati devono possedere una laurea triennale, magistrale o del vecchio ordinamento. Con la diretta conseguenza che restano esclusi i periti agrari non laureati, che stando a quanto appreso pare siano la maggior parte degli iscritti nei collegi provinciali, anche qualora in possesso dell’esperienza richiesta.
Nel ricorso, viene sostenuto come l’intera procedura non risulti rivolta ad acquisire elevate professionalità, ma invece finalizzata ad alleggerire il carico di lavoro che gli uffici non riescono a smaltire a causa della carenza di organico. I periti agrari – viene detto – sono dotati di una specifica competenza e professionalità per lo svolgimento delle prestazioni e vantano una consolidata esperienza nelle attività tecniche agronomiche in materia di progetti del PSR. Prova ne sia che due fra gli odierni ricorrenti hanno già svolto tale attività per anni proprio in favore della Regione Puglia. Ora si attende che il Tribunale fissi l’udienza in cui discutere l’eventuale sospensiva.







