Anno nuovo, Liceo nuovo. Ma non per Bari. Nell’ambito della riforma della scuola, il 20 dicembre è stato approvato dal Parlamento il nuovo indirizzo scolastico ‘Liceo del made in Italy’, in vigore per il prossimo anno scolastico, a cui ci si potrà iscrivere dal 23 gennaio tramite la piattaforma UNICA. Un percorso pensato per la promozione dell’italianità in tutte le sue eccellenze e baluardo per la crescita sostenibile e la valorizzazione dei nostri talenti, nella definizione dei ministri Urso e Valditara. Il ‘Liceo del made in Italy’, dunque, si pone come obiettivo quello di essere una chiave per avvicinare istruzione e mondo del lavoro, secondo la curvatura degli ultimi anni intrapresa dal sistema scolastico italiano.
A Bari, tuttavia, c’è chi dice “no” all’istituzione del corso, almeno per il momento. Come la dirigente dell’istituto di scienze umane ‘Bianchi Dottula’, Immacolata Abbatantuono, che ci spiega le motivazioni del rifiuto dell’attivazione di questo nuovo percorso liceale: “In quanto in varianza finanziaria, attivare il nuovo percorso significherebbe rinunciare ad una sezione di liceo economico-sociale che rappresenta un’esperienza solida e valida, ben organizzata e formata in tre sezioni. – dichiara Abbatantuono – Attivare il Liceo del made in Italy, del quale ancora non possiamo conoscere molto fatta eccezione per il biennio, prevede la rinuncia del liceo delle scienze umane che consente di leggere la realtà e interpretarla”.
“Nella totale incertezza di un liceo che sembra al momento più applicativo che interpretativo, – continua Abbatantuono – il collegio docenti ha preferito non abbattere una sezione di percorso validato con costante monitoraggio, per un percorso che non conosciamo e che già in partenza viene fuori come una scuola molto tecnica e poco curvata verso l’interpretazione della realtà”.








