Il fischio dei treni accompagna il passaggio del treno. In via Da Ponte è diventata un’abitudine. Un qualcosa con cui convivere. Siamo tornati dopo dieci anni a Palese. Era il 2014 quando raccontavamo dello scavalcamento dei binari da parte degli ospiti del CARA, con disagi al traffico ferroviario e ai residenti della zona. Un problema tornato pressante negli ultimi mesi, con un continuo viavai e treni bloccati anche per ore. Su una parte del tracciato all’epoca fu montata una grande recinzione, che però si interrompe dopo alcuni metri. Di fatto quello diventa un passaggio secondario per chi vive nel centro accoglienza per richiedenti asilo, tornando ad essere un serio problema.
Eppure le ragioni sono facilmente ricostruibili. Basta vedere gli orari di maggiore afflusso, le 14 e le 21, quando pare che il passaggio sia di decine e decine di persone che preferiscono il passaggio sul retro. O parlare con uno di quelli che portano all’interno cibo: frutta, riso, yogurt, non alcolici o altra merce vietata: “È vietato portare queste cose dall’ingresso principale – ci spiega un uomo – È per questo che passiamo dal lato dei binari. Anche se è pericoloso. È così che dobbiamo vivere. Ci danno il cibo mattina a pranzo e a cena, ma non è sufficiente. Ogni due giorni ci danno delle “card” per gli acquisti. Così andiamo in città, facciamo la spesa e poi veniamo qui perché abbiamo bisogno di un supermercato. Guarda lo scontrino. La cifra che abbiamo messo insieme è di 157 euro. È un sacco di roba ed è tutto cibo”.
Nel frattempo i senatori di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre e di Forza Italia Dario Damiani hanno depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere se sono state prese in considerazione delle contromisure per risolvere il problema.






