Si sono dati appuntamento in via Gentile per dare voce a quasi 800 famiglie, in qualità di caregiver di disabili gravi. Pazienti che convivono con diverse patologie o sindromi. I familiari si sono radunati in protesta all’ingresso del Consiglio regionale. Sotto accusa ci sono i bandi, quello di sostegno alle famiglie e il cosiddetto patto di cura. Quest’ultimo in particolare era vincolato all’assunzione di personale di supporto. Una spesa sostenuta dalle famiglie che, però, per una serie di lungaggini burocratiche, ancora non hanno ricevuto i soldi.
Ma le criticità segnalate sono molteplici: dalle graduatorie che, a fronte delle medesime patologie, hanno lasciato fuori pazienti per criteri ritenuti dai familiari iniqui, come il fatto di rientrare nell’annualità Covid, allo scaricabarile tra via Gentile e i distretti sanitari, passando per i casi in cui le spese devono essere autorizzate dal giudice tutelare. I familiari, dunque, chiedono continuità a fronte di bandi che invece rimettono per ogni programmazione tutto in gioco. Questo, almeno, il punto di vista dei presenti, rappresentati, tra gli altri, da comitati e associazioni come Assomeda, Oltre l’autismo si tinge di blu e Sostegno alle famiglie. Alcuni rappresentanti sono stati ricevuti dagli assessori Piemontese e Barone, assicurando una pronta risoluzione della vicenda. Le parti si sono aggiorneranno entro 15 giorni, nella speranza di riuscire a superare le criticità .






