Poche settimane fa l’incendio nel centro clinico, e due giorni fa la sonora protesta dei detenuti sbattendo oggetti sulle sbarre. Il carcere di Bari è al centro dell’attenzione per le condizioni precarie della struttura da parte del SAPPE, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che ha dichiarato, attraverso una nota stampa, tutta la sua preoccupazione sullo stato in cui vivono i detenuti. In particolare “ci è stato riferito – scrive il comunicato in una nota – che al terzo piano del centro clinico sarebbero ospitati ancora detenuti su sedia a rotelle e un super obeso (quasi 300 kg) che non riuscirebbe a camminare e che passerebbe le sue giornate nel reparto poiché non ci sarebbero le condizioni per farlo scendere. Se ciò dovesse essere vero, in caso di incendio questi detenuti non avrebbero alcuno scampo ed andrebbero incontro ad una terribile morte. A questo punto non sappiamo più cosa pensare, poiché la “leggerezza” del dirigente sanitario del centro clinico del carcere di Bari e dei Dirigenti dell’ASL travalica ogni umana comprensione, nonostante qualche giorno fa si sia evitata la tragedia con l’incendio al primo piano del reparto sanitario, ove alcuni detenuti su sedia a rotella non sono morti asfissiati grazie alla generosità e coraggio (non dei sanitari che avevano la responsabilità del reparto) di alcuni poliziotti (poi intossicati dal fumo) che li hanno presi in braccio poiché non c’era alcuna via di fuga”.
Ecco dunque che domenica scorsa i detenuti del carcere di Bari hanno cercato di attirare l’attenzione battendo oggetti contro le sbarre “poiché vogliono più poliziotti all’interno delle sezioni detentive, considerato che nei turni serali e notturni ci sarebbe una sola unità a gestire anche tre piani. – spiega il Sappe – Subito dopo l’incendio dell’altro giorno molti detenuti hanno ringraziato i poliziotti per l’intervento coraggioso. Anche se le denunce del SAPPE sono finite nel vuoto, ci aspettavamo che dopo l’intervento dei vigili del fuoco, del visag e dei carabinieri qualcosa cambiasse e si procedesse con l’evacuazione immediata di tutti i malati sistemati in zone pericolose, ove sono presenti barriere architettoniche senza vie di fuga, ed in condizioni igienico sanitarie precarie. Invece tutto continua come se non fosse accaduto nulla, e senza che gli Enti preposti alla tutela dei diritti di detenuti abbiano fatto sentire alta la loro voce a partire dai “professionisti del carcere. Il SAPPE invita chi di dovere ad intervenire affinché tutti i detenuti malati nel carcere di Bari, soprattutto quelli più a rischio, siano evacuati e distribuiti in altri centri clinici carcerari della nazione, poiché in caso di un altro episodio come quello avvenuto 10 giorni fa , il bilancio potrebbe essere molto più drammatico”.





