Una cagnetta in allattamento accalappiata nella zona di Carbonara, i suoi cuccioli rimasti senza cibo e l’allarme che risuona forte per tutta la città fino alla lieta novella, arrivata nella tarda serata di ieri: padrone trovato e cagnolini salvi. La storia che nelle scorse ore ha tenuto in apprensione tanti baresi, oggi, con il conforto del finale sperato, viene analizzata dai volontari del canile sanitario di Bari attraverso un nuovo post ricco di considerazioni. Ringraziamenti, ma non solo. “Eccoli qui gli inconsapevoli protagonisti di questa disavventura finita bene”, si legge in cima al lungo racconto, con la foto dei cuccioli a corredo. Poi lo sfogo.
“Iniziamo dai ringraziamenti, per tutti coloro che dietro le quinte, in silenzio e a testa bassa hanno reso possibile il lieto fine. Ringraziamo il dottor Raffaele Buono, direttore del SIAV-A, anch’egli imbrigliato dalla burocrazia e dal rispetto della normativa, che ha saputo perseguire l’obiettivo con lo sprint finale, senza sbavature e tendendoci la mano senza se e senza ma. Tre ragazze, che rimarranno nell’anonimato, che sono state il nostro ‘gancio’ in zona e si sono spese per un’intera giornata muovendosi in maniera estremamente corretta e supportandoci con le giuste informazioni. E tutti coloro che hanno diffuso i nostri appelli senza mai interferire e ostacolare il nostro operato, usando al meglio il potere divulgativo e immediato dei social: è solo grazie alla combo tam-tam mediatico e colloqui riservati se abbiamo ottenuto il risultato”.
Ai ringraziamenti, però, seguono poi “due paroline per tutti coloro che, senza saper né leggere né scrivere, hanno solo disturbato e creato problemi a tutti – scrivono i volontari del canile sanitario -. I leoni da tastiera, che ci hanno bombardato e fatto perdere tempo a ogni livello, inquinando la pagina, tutti gli appelli, tutte le condivisioni, tutti i gruppi e tutti i tentativi di risoluzione veloce ed efficace del problema. Nelle vostre mani, un conflitto nucleare mondiale è garantito. Con eliminazione di tutti gli ostaggi in vita. Vi manca il senso della ragione, della praticità, della discrezione e del lavoro: quello vero, quello serio e determinante. Due paroline – sottolineano ancora i volontari – a tutti coloro che ci hanno insultato, minacciato, bestemmiato, incitato a muoverci nell’illegalità più assoluta, che avrebbe messo a rischio la mammina stessa”.
Un’altra tirata d’orecchie a chi, nella giornata di ieri, ha puntato il dito contro il padrone della cagnetta (accusato – da alcuni, sui social – di non averla microchippata e di non averla accudita come si dovrebbe) e infine ancora buone notizie. “La mammina ora è regolarmente microchippata, come lo saranno i cuccioli – concludono dal canile -, viene adeguatamente sfamata e verrà sterilizzata al momento opportuno. Qui entrano ogni giorno cani privi di microchip e ogni giorno ci sono almeno cinque famiglie che ci scrivono per sbarazzarsi del proprio cane. A differenza di chi invece per 24 ore ha fatto di tutto per allattare questi cuccioli e tenerli in vita e ha cercato ovunque la mammina, rintracciandoci infine in tarda serata in preda al panico e alla disperazione”. Il padrone della cagnetta, appunto. Anche lui evidentemente felice per il finale della storia.





