È arrivata questa mattina al Comune di Bari la commissione di accesso nominata dal Viminale che dovrà valutare eventuali infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione. La commissione è composta da Claudio Sammartino, prefetto in quiescenza; Antonio Giannelli, viceprefetto; Pio Giuseppe Stola, maggiore dello Scico della Guardia di Finanza. I componenti della commissione sono stati ricevuti dal segretario generale, avvocato Dino Susca, che è la figura istituzionale referente per le attività di accesso. Successivamente hanno incontrato il sindaco, Antonio Decaro. L’incontro, riferiscono fonti comunali, è stato breve e cordiale.
Intanto, sul tema, sono arrivate le prime dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, a margine di un impegno istituzionale a Campobasso. “Penso che le accuse rivolte al ministro Piantendosi siano francamente vergognose – ha detto la presidente del Consiglio -. Penso che il ministro abbia agito correttamente. L’accesso ispettivo che è stato disposto dal Ministero dell’Interno non è pregiudizialmente finalizzato allo scioglimento: è una verifica che va fatta. Ed è esattamente la stessa misura che sarebbe stata utilizzata nei confronti di qualsiasi altro comune”.
“Le accuse di utilizzare politicamente queste misure le reinvio al mittente – ha aggiunto Meloni, rispondendo ai giornalisti -. Noi non abbiamo fatto nessuna forzatura. Avremmo fatto una forzatura se non avessimo disposto un accesso ispettivo che sarebbe stato disposto nella stessa condizione per qualsiasi altro comune italiano”.







