Torna il Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia medica) nel cuore del II Municipio di Bari. La ASL Bari ha infatti individuato una sede idonea ad ospitare i medici che garantiranno l’assistenza sanitaria per i circa 100mila residenti nei quartieri di Poggiofranco, Picone, Carrassi, San Pasquale e Mungivacca, una zona della città densamente popolata e rimasta sguarnita per diverso tempo di questo servizio primario.
I dettagli sono stati definiti stamattina, in Direzione generale, nel corso di una conferenza dei servizi interna. La sede prescelta è collocata in via Monfalcone, in un immobile già acquisito in locazione e valutato tecnicamente idoneo dall’Area Tecnica Asl, che dovrà necessariamente essere adeguato alle esigenze di tipo sanitario. Passaggi tecnici che consentiranno l’avvio dell’attività nel più breve tempo possibile, in una sede di circa 100 metri quadri disposta su due livelli e opportunamente riqualificata. L’iniziativa della Asl è il risultato di un’intensa collaborazione con l’amministrazione comunale, in particolare con il consigliere Domenico Scaramuzzi delegato dal sindaco Antonio Decaro, sfociata nella Deliberazione del Consiglio comunale n. 58/2023 con la quale si sollecitava l’adozione di tutti i provvedimenti necessari alla riapertura dei presidi di Continuità Assistenziale afferenti il territorio del Il Municipio del Comune di Bari.
L’assistenza è assicurata nelle ore notturne (dalle 20 alle 8) tutti i giorni e nei festivi, e dalle ore 10 del sabato o di ogni altro giorno prefestivo, sino alle ore 8 del lunedì o del giorno successivo al festivo. Con quella del II Municipio, le sedi di Continuità Assistenziale passeranno da otto a nove, in tal modo rinforzando la rete degli ambulatori presenti sul territorio cittadino per fornire prestazioni di prossimità e continuità assistenziale: visite ambulatoriali, consulti telefonici, visite a domicilio per situazioni ritenute d’urgenza. Tutte attività che hanno una doppia valenza: da un lato rafforzare l’assistenza primaria (al di fuori degli orari di servizio), dall’altro evitare di sovraccaricare i Pronto Soccorso con problematiche cliniche non a carattere di emergenza/urgenza.







