Le barelle si alternano alle poltrone. C’è chi giura di essere in attesa di un posto letto (degno di tale nome) da giorni. “I medici fanno il possibile, sono bravissimi e umani, ma mancano le strutture”, raccontano a Telebari i pazienti, ‘ricoverati’ al Pronto soccorso del Policlinico di Bari, mentre aspettano speranzosi di essere spostati in reparto. Non una situazione nuova, purtroppo, quella del sovraffollamento dei reparti e dunque dei punti di emergenza urgenza che ‘esplodono’: l’ultima denuncia di condizioni precarie arriva alla nostra emittente da giovani e anziani arrivati nell’ospedale barese – punto di riferimento regionale – ieri mattina e ora ancora in attesa di essere trasferiti in stanze più consone, momentaneamente collocati in un’area tra la sala rossa e gli spazi dedicati ai casi più gravi.
“I reparti sono pieni e avere un posto letto sembra essere un miraggio – raccontano a Telebari i ricoverati – Così l’unica soluzione possibile per avviare terapie ai pazienti che ne hanno necessità è ‘accampare’ barelle e poltrone in aree disparate del pronto soccorso”. Le immagini sono eloquenti e non hanno bisogno di ulteriori parole. “Siamo in tanti, riempiamo corridoi e spazi comuni, rendendo difficoltoso anche il movimento dei paramedici che arrivano con le urgenze del 118, i quali devono effettuare uno slalom tattico con le barelle tra i ricoverati, cercando di non farci male durante il tragitto”. Non essere ricoverati in reparto significa anche non avere angoli di privacy, non potersi ‘banalmente’ cambiare gli abiti o lavare in serenità, non avere un bagno personale (o anche condiviso con poche persone). “Non ci sono bagni dedicati se non un bagno nel corridoio riservato a pazienti e non, in tutto il reparto – la denuncia continua – Potere usufruire del servizio diventa davvero avvilente, non ci si può lavare, e per chi deve monitorare una situazione intestinale delicata, si rischia di peggiorare. Per non parlare dei malcapitati vittime di incidenti che presentano ferite sanguinose che ahinoi lasciano tracce sui pavimenti sotto alle poltrone da noi occupate”.
I pazienti provano a farsi coraggio a vicenda. “Siamo in tanti ricoverati per motivi differenti, tutti raccolti in un unico luogo e per quanto possa sembrare bella la convivenza inclusiva, allo stesso modo può essere pericolosa – confessano – visto che in un ambiente unico e promiscuo rischiano di convivere patologie diverse, dai malati di polmonite agli anziani non autosufficienti, a chi ha problemi gastrointestinali con inevitabili conseguenze”. Dall’ospedale confermano il record di accessi (stamattina, martedì 9 aprile, c’erano 300 pazienti al pronto soccorso del Policlinico di Bari), ma assicurano anche che il tempo di permanenza in barella è di “massimo 12 ore, non oltre 24 ore”. La media degli ultimi giorni è di 200, 250 accessi quotidiani. Quello post-pasquale è uno dei periodi storicamente di maggiore emergenza durante l’anno, come Natale e Ferragosto. “Tutti i casi però sono seguiti e monitorati”, garantiscono dal Pronto soccorso.
LA REPLICA DELL’OSPEDALE INTEGRALE NEL VIDEO A QUESTO LINK.








