Ci fu un battibecco tra cognati per rivendicare la paternità del merito dell’assuzione di Natale Pisicchio, figlio di Alfonsino, alla BvTech, società che l’11 novembre 2018 aveva ottenuto, in modo illecito, la prima tranche di un finanziamento di 9 milioni di euro dalla Regione Puglia. La contesa era se attribuire l’assunzione ad Alfonsino, all’epoca dei fatti ex assessore regionale, o a suo fratello, l’ex parlamentare Pino. Alfonsino e l’altro suo fratello, Enzo Pisicchio, sono stati arrestati il 10 aprile scorso assieme ad altre tre persone per aver pilotato cospicui finanziamenti regionali ad alcune imprese in cambio di varie utilità (tra cui numerose assunzione di famigliari e militanti politici) e attraverso polizze fideiussorie false fornite da un sedicente broker.
E’ il 5 febbraio 2020 ed Enzo Pisicchio si trova in auto con la figlia Rebecca alla quale “confida il battibecco” – è scritto negli atti giudiziari – “avuto con la cognata Vanda (moglie di Alfonsino), la quale attribuiva al marito Alfonsino il merito dell’assunzione di ‘Nat'( Natale) nella BvTech, anziché all’altro fratello Pino (ex parlamentare)”. Dice Enzo Pisicchio alla figlia, anch’ella poi assunta fittiziamente: “E infatti! E infatti! Tra l’altro Vanda, l’altro giorno: ‘E no che il posto mica l’ha dato Pino… se non era per Alfonso!’… E insiste con questa storia!”. Peraltro, annota il giudice nel provvedimento cautelare, sempre a ridosso del finanziamento regionale, la BvTech, attiva nel campo della cybersecurity, aveva già assunto (il primo aprile 2018) Massimiliano Antenore, persona molto vicina ai fratelli Pisicchio e colui che materialmente aveva depositato in Regione una polizza fideiussoria falsa ritenuta indispensabile per erogare i finanziamenti regionali. Sempre dell’ormai famosa assunzione di Natale Pisicchio (del 7 gennaio 2019) c’è un’altra intercettazione ritenuta significativa, forse perché i Pisicchio non si volevano sentire in debito con la BvTech.
E’ il 9 gennaio 2020. Parlano al telefono il manager della BvTech, Saverio Friuli (indagato) ed Enzo Pisicchio e durante la conversazione – è riportato negli atti – “quest’ultimo (Pisicchio, ndr) rinnega il favore ottenuto (l’assunzione di Natale, ndr) e dice: “No, perché poi mi vieni a dire.. ‘Vabbè, abbiamo sistemato Nat, abbiamo sistemato Max (Antenore, ndr)’… vabbè! Allora io lo faccio licenziare, che è meglio, però almeno siamo in deb.. credito, non siamo in debito… io non mi voglio sentire in debito…”.







